Istanbul, l’inganno del cessate il fuoco in cui Putin non casca. Ecco perché

venerdì, 16 Maggio 2025
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I negoziati di Istanbul tra la delegazione russa e la delegazione ucraina si sono conclusi da poco, ma con magri risultati. Le parti avrebbero concordato uno scambio di prigionieri con la formula 1000 X 1000 e un vago impegno ad incontrarsi di nuovo. Quanto a quest’ultima proposizione, l’Ucraina avrebbe chiesto ai russi un incontro a livello di capi di stato, cioè tra Zelensky e Putin. Che i negoziati fossero molto difficili lo si era capito fin dall’inizio. Sembra che la delegazione russa abbia chiesto alla controparte ucraina di ritirarsi completamente dai territori delle quattro regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zhaporizhia sotto il loro controllo e che i colloqui si siano subito interrotti su questo punto. C’è un altro punto di forte dissidio fra le parti: già prima dell’inizio dei colloqui di Istanbul, l’Ucraina aveva richiesto la presenza del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Trump ha dichiarato che, se fosse intervenuto Putin, anche lui si sarebbe recato a Istanbul, ma il presidente russo ha poi deciso che non avrebbe preso parte personalmente ai negoziati. Perché l’Ucraina chiede la presenza di Putin, che invece rifiuta ostinatamente di presenziare? E qual è la posizione delle parti in questo negoziato?

La Russia sta vincendo la guerra sul campo, in quanto la continua avanzata russa in tutti i settori del fronte sta mandando al collasso l’intero esercito ucraino. Per tale ragione la Russia è interessata al negoziato di pace nella misura in cui possa ottenere con le buone i propri obiettivi: 1) i territori delle quattro regioni del Donbass; 2) la denazificazione (smantellamento dell’esercito di Kiev); 3) un governo ucraino se non amico della Russia almeno neutrale. Ma la Russia sa di essere prossima alla vittoria, per cui raggiungerà i propri obiettivi comunque con la forza delle armi.

L’Ucraina, o meglio il suo governo di guerra, è alla canna del gas: deve proseguire la guerra altrimenti perderebbe la propria ragione di esistere, ma ha disperato bisogno di una tregua per riorganizzarsi, ricevere nuovi armamenti dall’Occidente e reclutare altri soldati da mandare al fronte.

Anche gli Usa hanno un disperato bisogno di una tregua, o meglio di un “cessate il fuoco”, perché se la Russia vince in campo militare la Nato, l’America e l’intero Occidente perdono la faccia irrimediabilmente.

Questa è la ragione per cui Ucraina e Usa insistono per un cessate il fuoco, mentre la Russia rifiuta di concedere il cessate il fuoco e chiede di eliminare le ragioni profonde che hanno portato alla guerra stessa (cioè la piena vittoria della Federazione Russa). L’Ucraina chiede la presenza di Putin probabilmente allo scopo di inscenare una provocazione in diretta mondiale e screditare la posizione russa, costringendo Putin a concedere una tregua. Il gioco è complesso. Difficile prevedere come finirà.

 

 

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