Nel Salone d’Onore del CONI, nel cuore di Roma, è stata allestita la camera ardente di Nino Benvenuti, il campione olimpico e mondiale che ha scritto pagine leggendarie della boxe italiana. Un momento solenne e carico di emozione, che ha visto riunirsi familiari ed istituzioni sportive per rendere omaggio a un uomo che è stato molto più di un atleta: un simbolo di stile, forza e orgoglio italiano.
Camera ardente Nino Benvenuti al Coni, le interviste
“Fa tanta tristezza – ha detto commosso il presidente del CONI Giovanni Malagò – ci ha accompagnato, non credo solo a chi segue lo sport, ma a intere generazioni. I titoli sportivi parlano da soli. È stato campione del mondo in due categorie, le sue imprese avevano qualcosa di epico”. Le parole di Malagò, tra ricordi personali e riflessioni storiche, hanno restituito il ritratto di un uomo che ha lasciato un’impronta profonda nel cuore del Paese. “Era bello, proprio bello, fino alla fine – ha aggiunto – con quella sua personalità, con quel suo stile. Anche oggi, parlando con la figlia, abbiamo ricordato la festa per i 50 anni di carriera, nel 2017. Sembrava ieri quel giovane Benvenuti alle Olimpiadi di Roma del 1960. Ha incarnato un’epoca, con la sua storia personale, segnata anche dal dramma della deportazione dei suoi familiari”.
Tante le personalità del mondo sportivo presenti alla camera ardente di Nino Benvenuti al CONI: dal presidente della Federazione pugilistica italiana Flavio D’Ambrosi, al presidente della Federazione canoa e kayak Luciano Buonfiglio, al presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma. E poi ancora Franco Carraro, Giovanni De Carolis, Emiliano Marsili, Emanuele Blandamura e il segretario generale della FPI Walter De Giusti.
“La commozione è tanta – ha dichiarato Nathalie Benvenuti, figlia di Nino – non posso dire molto di più. Conoscete tutti la sua carriera, io conosco la figura di padre, ed è difficile esprimermi in questo momento. Ho sentito grande affetto non solo per lui, ma anche per mia madre: erano una coppia eccezionale”.
Il presidente della Federazione pugilistica, Flavio D’Ambrosi, ha voluto sottolineare l’importanza dell’eredità lasciata da Benvenuti: “Non è stato solo un grande campione, ma un grande uomo. Noi lo celebreremo ogni anno, lo celebreremo sempre. Lo sport italiano glielo deve, il Paese intero glielo deve”.
Domani i funerali di Nino Benvenuti si svolgeranno alla Chiesa Degli Artisti a Piazza del Popolo alle ore 11:30.



