Chiara Ferragni torna a parlare in pubblico e lo fa accanto a un interlocutore insospettabile fino a pochi mesi fa: il Codacons. L’influencer-imprenditrice ha partecipato a Roma all’evento “Oltre il silenzio”, promosso dall’associazione dei consumatori per sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza sulle donne, lo stalking e l’omotransfobia. Un’occasione importante anche per sancire una sorta di tregua mediatica dopo anni di scontri legali e polemiche culminati con l’inchiesta pandoro gate.
Chiara Ferragni al fianco del Codacons, ma sfugge ai cronisti
Nel suo intervento, Ferragni ha raccontato con sincerità episodi del proprio vissuto personale: “Sono stata vittima di violenza psicologica e verbale in diverse relazioni. All’epoca pensavo che quelle persone stessero solo sfogando i loro traumi su di me”. Un passaggio forte, accolto con grande attenzione dal pubblico presente, che ha sottolineato l’importanza di riconoscere tutte le forme di violenza, anche quelle non visibili.
“Sono contenta di parlare di questi temi così importanti. E no, non sono qui per ripulirmi l’immagine: non ne ho bisogno. I miei fatti parleranno per me”, ha dichiarato Ferragni a margine sfuggendo ai giornalisti “Le cose in cui credo sono note a tutti e continuerò a battermi per questi valori”, ha aggiunto.
La difesa del Codacons: “Ferragni non è stata condannata”
Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha spiegato le ragioni della rinnovata apertura verso Ferragni: “Non andiamo a guardare il certificato penale di nessuno. Ferragni e Fedez non sono stati condannati, quindi non vedo perché dovremmo trattarli da colpevoli. Quando c’è da denunciare, come nel caso dei pandori, lo facciamo. Ma quando serve dare un messaggio forte al Paese, ci affidiamo anche a volti noti, se possono aiutare a sensibilizzare*”.
“Non abbiamo ipocrisie: se una persona ha appeal sulla collettività e ci serve per diffondere un messaggio sociale importante, la coinvolgiamo senza esitazioni”, ha concluso Rienzi difendendo la scelta dell’associazione.
La sfacciata difesa del Codacons e l’affidarsi per opportunità ad un testimonial edicamemte discutibile sono il simbolo di una deriva che rischia definitivamente di screditare l’associazione agli occhi dei cittadini.



