Giornata insidiosa per chi ha in programma di viaggiare in treno: oggi, 23 maggio, è stato proclamato uno sciopero nazionale dai sindacati autonomi Usb Lavoro Privato e Sgb. L’agitazione ha avuto inizio alle 23:59 di ieri e si concluderà alle 23:59 di oggi. Ad incrociare le braccia è il personale di Trenitalia, Trenord, Trenitalia Tper, Italo Ntv, Rfi, il trasporto pubblico locale in alcune regioni e i servizi ferroviari regionali e suburbani.
In un primo momento, lo sciopero era previsto si svolgesse il 17 maggio. Questo è stato rinviato a seguito dell’appello posto in essere dalla Commissione di garanzia, finalizzato a non creare disagi in occasione della prima messa di papa Leone XIV, tenutasi il 18 maggio a Roma.
Le aziende di trasporto avevano reso noto che le fasce orarie di maggiore affluenza, ovvero dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 18:00 alle 21:00, sarebbero state garantite.
Questa mattina però, presso la stazione Termini di Roma, numerosi treni sono stati cancellati o hanno subito ritardi fino a 120 minuti. Parecchie le polemiche sorte sui social, tra queste una studentessa che ha lamentato su Facebook: “Sciopero con treni garantiti dalle 6:00 alle 9:00 e invece cancellano i treni che partono dalle 7.34. Ammiro la strategia di sciopero, perché effettivamente crea disagio, però non dovete rimangiarvi la parola sui garantiti, io dovevo dare un esame in università oggi”.
Diversi ritardi e cancellazioni sono stati registrati anche a Bologna, nelle stazioni del Veneto e nella Stazione Centrale di Napoli.
La ragione dietro la protesta è il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale, la carenza di organico, l’aumento dei carichi di lavoro, la crescente pressione sui turni e la domanda di maggiore sicurezza lavorativa e condizioni più dignitose e sostenibili.
Nella giornata di ieri, 22 maggio, è stato firmata con AGENS (Agenzia confederale dei trasporti e servizi) l’ipotesi di rinnovo del CCN di lavoro per la Mobilità/Attività ferroviarie e con i vertici del gruppo Fs Italiane l’ipotesi di rinnovo del contratto aziendale di secondo livello per il nuovo contratto dei ferrovieri.
Entrambi erano scaduti da più di due anni, ovvero il 31 dicembre 2023.
A darne notizia sono stati i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Orsa Ferrovie e Fast Confsal, precisando che i contratti rinnovati hanno scadenza il 31 dicembre 2026 ed evidenziando che l’ok è giunto dopo 18 mesi di trattative.
Verrà introdotta la figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls) e la Stop Work Authority, la quale permette di “interrompere l’attività in caso di potenziale pericolo evitando sanzioni disciplinari”. Per quanto concerne welfare e sanità è stato concordato “più equilibrio in tema di riposi, orari e condizioni di lavoro e più tutele per le persone con l’introduzione del codice di condotta contro le molestie sessuali”. A ciò si somma anche l’introduzione di nuovi strumenti “a favore della genitorialità, l’assistenza familiare e permessi in caso di lutto”.
Il nuovo contratto riguarda centomila lavoratori e, come ha riportato il Ministero dei Trasporti, prevede un aumento mensile medio di 230 euro: “È un risultato importante e da sempre auspicato dal vicepremier e ministro Matteo Salvini”, una “grande soddisfazione”. A ciò si aggiunge un bonus una tantum pari a 1.000 euro “a copertura del periodo di vacanza contrattuale del periodo 1 gennaio 2024-31 maggio 2025” che verrà erogato nel mese di agosto.


