Una dichiarazione netta di dissenso contro la guerra e la violenza che in queste ore il governo di Netanyahu sta perpetrando nei confronti della popolazione civile a Gaza. Il grido unanime di stop arriva dalle fila del governo italiano, i primi a dissentire verso questo orribile orrore che in queste ore fa salire il bollettino del sangue e delle vittime civili a Gaza arriva rispettivamente dal Ministro della Difesa italiano Crosetto e dal Ministro degli Esteri Tajani, entrambi coesi e compatti verso il no netto alla guerra di Israele su Hamas ai danni dei civili. A chiedere lo stop alle violenze sul popolo palestinese sono i due maggiori esponenti del governo Meloni che ora prendono la parola e l’iniziativa alzando il livello di allerta e di preoccupazione. “La guerra legittima e sacrosanta ad Hamas ha dei limiti, delle barriere, che Netanyahu ha superato”, chiosa così ministro della difesa Crosetto, spiegando che continuare a sacrificare innocenti alimenterà soltanto Hamas. “Siamo amici di Israele ma diciamo ora basta alla guerra è il momento di fare la tregua’’ è invece la posizione netta di Antonio Tajani. Al grido di pace unitario dell’esecutivo targato Giorgia Meloni si aggiunge anche l’opposizione e nel nel giorno in cui il Movimento 5 Stelle annuncia mobilitazioni di piazza contro il genocidio di Israele e il Pd pensa a chiamare una piazza per la pace, i due rappresentanti di spicco del governo Meloni si rivolgono direttamente a Netanyahu, sottolineando che Israele ha ormai vinto la guerra contro Hamas ma ora è arrivato il momento di deporre le armi. Secondo l’inquilino di Via XX settembre: “ogni bambino che perde un padre è un potenziale futuro terrorista di Hamas come ogni padre che perde un figlio”, dure parole che sottendono e respingono le accuse dell’opposizione nei confronti del governo ritenuto “bellicista” per via del piano messo a punto dalla Difesa per far fronte non solo alla mancanza di personale ma anche per raggiungere gli obiettivi richiesti dalla Nato. E mentre l’Italia ripudia la guerra come Costituzione vuole, duro è l’ennesimo bilancio delle vittime a Gaza, mentre i primi aiuti stentano ad arrivare facilmente alla popolazione vessata da fame sangue e carestia. In queste ore l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) stila un triste bilancio su X ha dichiarato che a causa del conflitto in corso e dei continui bombardamenti, solo sei dei suoi 22 centri sanitari a Gaza sono ancora operativi, ma le forniture mediche scarseggiano ed è urgente un accesso senza restrizioni da parte di Israele sui territori per salvare vite e far arrivare medicinali di base.
Gaza-Israele, l’Italia dice no alla guerra: “Netanyahu ha superato il limite!
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