Quasi tutti i paesi del mondo hanno nel loro bilancio statale (più o meno alla luce del sole) le cd. “spese per la difesa”, che sono costituite anche dagli armamenti. Sono pochi i paesi che producono armi nel mondo, molti di più quelli che le acquistano. Seguendo la rotta delle armi che girano in questo pianeta si possono comprendere realtà internazionali, che altrimenti sarebbero piuttosto opache. Le alleanze, i circuiti finanziari mondiali, le protezioni che i paesi più forti assicurano ai più deboli, etc.. L’industria degli armamenti è così importante che le varie guerre scatenate di volta in volta servono anche a dimostrare che un paese possiede le armi migliori. Con i progressi tecnologici i sistemi di arma sono diventati sempre più sofisticati. Ai tempi del bipolarismo Usa-Urss, i prototipi di arma erano sostanzialmente due: quelli del blocco occidentale e quelli del blocco sovietico. I paesi alleati con l’Occidente acquistavano sistemi di arma occidentale, mentre i paesi alleati dell’Unione Sovietica acquistavano armi russe. Oggi la situazione è molto più complessa. Ci sono le nuove armi dei poveri: droni e missili. Inoltre, altri produttori di armamenti si sono imposti sulla scena mondiale: l’Iran, la Corea del Nord, ma soprattutto la Cina. La Cina sta attuando da anni un riarmo, accompagnato da un progresso tecnologico, così massiccio che non si vedeva dal secondo dopoguerra. Dopo il brevissimo (per fortuna) conflitto tra India e Pakistan, entrambi dotati di armamenti nucleari, Pechino ha avvisato il mondo: il Pakistan ha vinto la guerra aerea con armi cinesi, la sconfitta dell’India parla occidentale. Nella battaglia aerea tra India e Pakistan si sono scontrati i caccia J-10C di fabbricazione cinese con i caccia Rafale di fabbricazione francese. I Rafale sono stati abbattuti prima ancora di avere la possibilità di ingaggiare i J-10C entro il raggio dei missili. Perché? E’ presto detto: la sconfitta dell’aviazione indiana è il risultato della mancanza di un sistema integrato di guerra aerea. E quando un caccia Rafale da 240 milioni di dollari viene abbattuto da un caccia J-10C da 40 milioni di dollari, con missili PL-15E da 180.000 dollari, il mondo militare sta vivendo il suo momento “DeepSeek” (la piattaforma cinese di Ai, costata un’inezia rispetto a quella americana e più efficiente). Il mondo occidentale guarda con grande nervosismo ai progressi della Cina Popolare nel campo della tecnologia militare. Già nel momento attuale gli Stati Uniti commetterebbero un errore fatale se sottovalutassero l’esercito cinese nel Pacifico occidentale e sfidassero la Cina in una guerra cinetica. Nel futuro, poi, il divario fra la tecnologia cinese, di primo ordine e a basso costo e quella occidentale, molto più costosa e obsoleta, si allargherà ulteriormente. Il sogno occidentale di sottomettere la Cina diventerà irrealizzabile.



