Hamas, chi sono e dove operano i militanti anti Israele

venerdì, 30 Maggio 2025
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Nemico numero uno dell’esecutivo israeliano, Hamas, frangia palestinese militarizzata, è la ragione per cui i territori della Striscia di Gaza e limitrofi sono letteralmente a ferro e fuoco da mesi senza uno stop, neanche l’ultimo, quello di ieri sera che pare potesse dare un filo di speranza ai migliaia di civili che vivono e sopravvivono da troppo tempo appesi tra la vita e la morte. Hamas è la controparte armata palestinese in guerra contro Israele. Vediamo nel dettaglio chi è questo nemico armato dello stato israeliano, dove opera ma soprattutto quanti miliziani ha nelle file del suo esercito. Intanto partiamo dal fatto che Hamas è un gruppo politico e militante palestinese che ha un’importante presenza nella Striscia di Gaza e in alcune altre parti dei territori incluso tra gli altri: Libano, Pakistan e Iraq. L’acronimo sta per “Movimento di Resistenza Islamica”. Le frange più oltranziste del movimento armato di Hamas nascono a metà degli anni ’80 durante la prima intifada, un periodo di proteste palestinesi contro l’occupazione israeliana. Il gruppo, noto per la sua ideologia islamica radicale e il suo impegno dichiarato per la liberazione della Palestina dall’occupazione israeliana, sostiene da sempre la resistenza armata contro lo Stato di Israele e del suo premier Nethanyau con ogni mezzo a scopo terroristico e violento. I miliziani di Hamas foraggiati da parecchi governi internazionali hanno preso ormai una territorialità diffusa anche e soprattutto fuori dei territori palestinesi che governano e controllano. Tramite dei tunnel sotterranei dei veri e propri nascondigli, i militanti riescono a muoversi agilmente nella zona che comprende la Striscia ormai martoriata da bombardamenti a tappeto. Spesso gli stessi guerriglieri oltranzisti si nascondono in obiettivi civili come scuole e ospedali e questo rende la caccia all’uomo davvero difficile. Le prime gallerie e nascondigli sulla Striscia sono stati costruiti a partire dagli anni Ottanta, ma nel corso degli anni sono stati ampliate e c’è chi li definisce delle vere e proprie autostrade invisibili e sotterranee. La rete viene utilizzata come principale via per il contrabbando di armi, ma anche per beni di prima necessità, come cibo, acqua e medicinali, servono ai soldati per spostarsi liberamente ed entrare nel territorio di Israele senza controllo. Intanto l’accordo per la tregua a Gaza è appeso a un filo. Ci sono spiragli da Israele, che ha accettato di andare avanti con l’ultima proposta avanzata dall’inviato Usa Witkoff: tregua di 60 giorni, liberazione di 10 ostaggi e il rilascio di detenuti. Ma Hamas è ancora contrario e ha bocciato in queste ore tutta la linea verso il cessate il fuoco saggiungendo che servono più garanzie sulla tenuta. Intanto continuano i raid israeliani su Gaza. In una serie di attacchi israeliani contro edifici residenziali nel campo profughi di Bureij, nel centro della Striscia di Gaza, sono rimaste uccise 19 persone. Secondo i media palestinesi, l’Idf ha distribuito nelle ultime ore volantini per invitare gli abitanti del nord a evacuare verso sud. La resistenza continua? In ogni dove per Hamas che è diventato una potenza oltre la Palestina mentre il governo rimane il grande assente nelle trattative.

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