Si è concluso senza incidenti il corteo organizzato a Roma contro il decreto legge sicurezza, il cui voto finale è atteso martedì in Senato. La manifestazione, partita nel primo pomeriggio da Piazza Vittorio, ha visto sfilare migliaia di persone fino a Piazzale Ostiense, nei pressi di Porta San Paolo. Secondo gli organizzatori, i partecipanti erano circa 150mila; di gran lunga inferiore la stima della questura, che ha parlato di 10mila presenze.
Manifestazione contro Dl sicurezza, parole della politica
Alla manifestazione hanno aderito la “Rete No Dl” e la Cgil, ma anche rappresentanti di tutti i principali partiti di opposizione. Presenti, tra gli altri, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), oltre al capogruppo del Partito Democratico al Senato, Francesco Boccia.
La bandiera della Decima Mas
Durante il corteo non sono mancati momenti di tensione. In via Labicana, qualcuno ha esposto da una finestra una bandiera della Decima Mas, il reparto della Repubblica Sociale Italiana noto per i suoi trascorsi fascisti, scatenando la protesta dei manifestanti. L’autore del gesto è stato identificato dalle forze dell’ordine.
Dal camion in testa al corteo, gli organizzatori con il megafono hanno sottolineato il carattere trasversale della protesta: “Si sta animando una resistenza che non riguarda più solo sindacati o centri sociali, ma anche centinaia di magistrati che hanno dichiarato che non piegheranno la giustizia a queste leggi”. E hanno lanciato l’appello: “Non è finita qua. Ci aspetta un autunno di rivolta che dobbiamo costruire”.
Tra i partecipanti anche Luca Blasi, assessore del Municipio III di Roma, già presente alla manifestazione del 26 maggio scorso terminata con scontri in via del Tritone: “Sarà un autunno di battaglia. Smonteremo il decreto sicurezza: questa è la faccia del Paese”, ha dichiarato Blasi.
Parallelamente, circa 200 manifestanti si sono accampati con tende in Piazza Numa Pompilio, in segno di protesta contro le politiche abitative. Proprio da lì passerà domani la carovana del Giro d’Italia, alcuni minacciano di rimanere lì tutta la notte per aumentare l’attenzione sulla protesta.



