Il 1° giugno le forze armate ucraine hanno condotto il più grande attacco con droni contro gli aeroporti militari russi, causando danno all’aviazione strategica. Secondo il servizio di sicurezza ucraino Sbu, a seguito dell’operazione denominata “web” sono stati colpiti più di 40 aerei, tra cui bombardieri strategici A-50, Tu-95 e Tu-22M3 nelle basi di Murmansk, Irkutsk, Ryazan e Ivanovo. La novità è che i droni sono stati trasportati all’interno di camion porta container nel territorio russo, per aggirare le difese antiaeree russe e poi attivati per colpire gli aeroporti. Le fonti russe hanno confermato l’attacco, ma ne hanno ridimensionato l’impatto, sostenendo che il numero delle attrezzature danneggiate è molto inferiore rispetto ai dati dichiarati dalle fonti ucraine. In base a immagini satellitari, pubblicate online da siti russi, risulta che sette-otto aerei russi sarebbero stati danneggiati, alcuni in modo irreparabile.
Ma, a prescindere dai danni effettivi arrecati alle forze aeree russe da questo attacco, resta il fatto che l’atmosfera a Mosca è carica di tensione. Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha convocato il Consiglio di Sicurezza, all’interno del quale è stato invocato il ricorso ad una risposta nucleare! Non è poi certamente un caso che l’attacco ucraino sia stato effettuato il giorno precedente l’incontro di Istanbul di oggi, fissato per il secondo round di negoziati di pace tra Russia e Ucraina. E’ del tutto evidente che qualcuno vuole che i negoziati di pace russo-ucraini falliscano e questo qualcuno non si trova solo a Kiev, ma anche a Londra, Washington, Berlino, Parigi, etc.. In realtà i due partiti della pace e della guerra sono ormai trasversali in tutti i paesi coinvolti in questo terribile conflitto. Anche in Russia c’è il partito della guerra, che invoca pesanti misure di ritorsione anche contro i paesi appartenenti all’Alleanza Atlantica e che ritiene che le speranze di pace di Putin e dei membri del suo governo siano vane e illusorie.
Anche dal mondo della finanza arrivano segnali non certo tranquillizzanti. Il prezzo dell’oro ha ripreso a salire dopo che era sceso del 2% la scorsa settimana, in previsione di un conflitto generalizzato o di una vera e propria guerra mondiale. Ora resta da vedere quale sarà la risposta della Federazione Russa. Fonti statunitensi ritengono che la rappresaglia russa sarà devastante e invitano tutti i membri del personale provenienti da paesi occidentali a lasciare immediatamente l’Ucraina. Ma, non è chiaro se la Russia colpirà durante i negoziati di Istanbul o immediatamente dopo, in caso di fallimento dei negoziati stessi. Seguiranno aggiornamenti.



