Fratelli d’Italia riunisce il vertice del partito. Malan: “Nessun cambio di rotta sulla guerra in Ucraina” | Video

giovedì, 5 Giugno 2025
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Nella giornata di oggi si è svolto a Roma, presso la storica sede di via della Scrofa, l’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia. Una riunione che ha visto la presenza pressoché completa dei vertici del partito, dai ministri Adolfo Urso e Luca Ciriani a Giovanni Donzelli, da Arianna Meloni al Presidente del Senato Ignazio La Russa, in un appuntamento che di fatto ha messo attorno allo stesso tavolo tutta l’élite politica della formazione guidata da Giorgia Meloni.

Proprio al termine dei lavori, lasciando la sede del partito, il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, ha voluto rispondere alle analisi e alle ricostruzioni circolate negli ultimi giorni dopo il lungo faccia a faccia tra la premier Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron. Secondo alcuni osservatori, infatti, il comunicato congiunto emerso al termine del vertice avrebbe rappresentato un indizio di un possibile cambio di strategia italiana sulla guerra in Ucraina, con un presunto allineamento a posizioni più vicine all’Eliseo.

Malan ha però chiarito che non vi è alcun mutamento di linea nella politica estera italiana. “C’è stato un confronto lungo e approfondito con Macron, un dialogo utile che ha permesso di avvicinare alcune posizioni, ma la posizione italiana resta ferma: l’Italia era e rimane contraria all’invio di truppe di contingente in territorio ucraino”, ha ribadito il capogruppo al Senato.

Le parole di Malan rappresentano anche una risposta indiretta alle recenti dichiarazioni provenienti da Mosca. Nei giorni scorsi, infatti, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov aveva lasciato intendere come l’Italia stesse progressivamente riallineandosi su posizioni ritenute da Mosca “antirusse”, in seguito al riavvicinamento con Parigi. Un’interpretazione che, secondo Fratelli d’Italia, non fotografa la realtà dei fatti. Il riavvicinamento diplomatico con la Francia, infatti, non modifica l’impianto della politica estera italiana.

Il messaggio che esce oggi da via della Scrofa è dunque chiaro: nessuna apertura all’invio di truppe, nessuna modifica della strategia, pieno sostegno al dialogo, ma fermezza sulle condizioni per una soluzione diplomatica al conflitto.

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