Sono stati i 5000 metri a illuminare il 45° Golden Gala Pietro Mennea. Per dodici giri e mezzo lo Stadio Olimpico ha ammirato la classe della keniana Beatrice Chebet, autrice di un favoloso 14’03”69 — seconda prestazione mondiale di sempre — grazie a un ultimo giro volato in 61”68. Ma il pubblico romano ha avuto soprattutto occhi e cuore per Nadia Battocletti. La trentina ha retto nella prima metà al ritmo forsennato imposto dalle lepri, ha saputo rifiatare e poi, con uno sprint straordinario nel finale, ha frantumato il record italiano già suo portandolo a 14’23”15, un risultato che la consacra come unica europea, insieme alla fuoriclasse Sifan Hassan, capace di reggere il confronto con l’élite africana e seconda prestazione europea di sempre. Lei è sempre più il sorriso dell’atletica italiana.
Chebet e Battocletti hanno rappresentato le stelle più luminose di una serata che ha alternato picchi e delusioni, in uno Stadio Olimpico purtroppo semideserto, una cornice lontana dalla parentesi degli straordinari europei dello scorso anno.
Tra le luci e le ombre della serata, è tornato a gareggiare Gianmarco Tamberi. Acclamato dalla Curva Sud e protagonista del consueto rituale pregara, il campione olimpico e mondiale si è fermato però a 2,16 metri, incappando in tre nulli a 2,20: una delle peggiori misure della sua carriera, ma anche un banco di prova fondamentale dopo i problemi al ginocchio.
Nel peso maschile, Zane Weir ha conquistato un ottimo secondo posto grazie a un lancio da 21,76 metri, alle spalle del neozelandese Tom Walsh (21,89), mentre Leonardo Fabbri ha chiuso solo settimo dopo due nulli lunghi. Combattutissimo il salto in lungo: Mattia Furlani ha mostrato grande personalità atterrando a 8,14 metri al suo ultimo tentativo e balzando in testa, ma è stato superato soltanto all’ultimo tentativo dall’australiano Adcock (8,34) che ha fatto il suo personale strappandogli il successo davanti al pubblico di casa. Nei 100 metri piani, gara vinta dall’americano Trayon Bromell con uno strepitoso 9”84 (vento +1,1), Filippo Tortu ha chiuso settimo con un modesto 10”19, mentre Chituru Ali si è purtroppo fermato per un nuovo fastidio muscolare.
Soddisfazioni anche dall’asta femminile, dove Roberta Bruni ha conquistato il terzo posto con 4,65 metri, e nei 400 ostacoli con Ayo Folorunso, seconda in 54”21.
Golden Gala 2025, le interviste agli azzurri in mixed zone
“La verità viene sempre a galla: era chiaro che tutti i segnali portavano a capire che non avrei potuto saltare misure importanti. Forse potevo arrivare a 2,20, magari 2,23, ma non sono certo le mie misure quando sto bene” sono state le parole di Gianmarco Tamberi in mix zone sul suo rientro alle gare “Questa partecipazione rappresentava la conclusione del mio percorso riabilitativo, un test per verificare la condizione del ginocchio, e sono contento perché non ho avvertito alcun fastidio. Adesso inizia una nuova fase: potrò tornare ad allenarmi per saltare sul serio. Fino ad oggi era come chiedere a un maratoneta di correre solo mille metri. A Tokyo, ai Mondiali, vedremo altre misure e cosa riuscirò a fare, ma l’obiettivo vero resta Los Angeles 2028.”
Soddisfatto anche Mattia Furlani dopo il secondo posto nel lungo: “È stata una gara bellissima. L’obiettivo è arrivare primo nel world ranking: questo risultato vale punti preziosi e sono felice. La pedana oggi era difficile da interpretare e lo hanno dimostrato anche i salti degli altri ma sono comunque contento nonostante un po’ di rammarico. Se mi devo dare un voto? Nove. Era il mio primo Golden Gala e l’ho gestito bene.”
Grande emozione per Nadia Battocletti: “Ottenere questo record nazionale a Roma significa tantissimo, sono al settimo cielo. Il pubblico è stato fantastico, mi ha aiutato molto. Pensare che questo è il secondo miglior tempo di sempre per un’europea è incredibile. La stagione è lunga, spero di mantenere questa emozione e questa forma. Ho lavorato duramente e l’ottimo finale mi ha ripagata.”
Più cauto Filippo Tortu: “Buona la partenza, meno il finale, ma manca ancora tempo per il Mondiale di settembre e ci faremo trovare pronti.” Amareggiato invece Chituru Ali, fermato ancora una volta da un problema muscolare: “È sempre lo stesso fastidio che mi porto dietro da tempo. Sono partito male e ho dovuto fermarmi: fisicamente non c’è nulla da salvare in questa gara.”


