Continuano senza pietà, senza sosta e senza rispetto alcuno dei civili, i raid all’impazzata dei droni russi sull’Ucraina e più precisamente nelle ultime ore su Kiev e sui sobborghi della capitale. All’alba, il cielo è ancora nero e, a quanto pare, secondo le prime testimonianze dei media locali, è stata la peggiore notte vissuta da tre anni a questa parte da Kiev. Dalla mezzanotte gli aerei kamikaze di fabbricazione iraniana hanno cominciato a ronzare sui tetti poi la pioggia di missili e proiettili ha invaso i cieli a tal punto che la popolazione è stata invitata a correre verso i rifugi. Ad Odessa è stato bombardato un ospedale, il bilancio per ora conta un morto e 4 feriti e diversi condomini colpiti, auto in fiamme, pezzi di drone caduti su una scuola, una farmacia e un balcone incendiati, mentre a Podil, nel centro storico, e anche a Darnytsky dove sono alcuni consolati si contano i danni. Il bilancio potrebbe diventare alto siamo a quota 500 obbiettivi, un record, oltre alla quantità enorme di missili balistici che sono piovuti sulle periferie. La contraerea ha sparato a raffica, i traccianti si sono levati da varie zone della città. I russi sapevano bene dove colpire: a Desnyanskyi, a Darnytskyi, a Shevchenkiskyi, a Obolonskyi, sui sobborghi lontani e nei quartieri del centro. E c’è chi già ipotizza il movente di questo attacco del tutto inaspettato: una probabile vendetta di Putin che ha contrattaccato dopo la beffa degli aeroporti siberiani. Un attacco così massiccio e a raffica sulla capitale non si era mai visto dall’inizio della guerra. La difesa a Kiev e nel resto dell’Ucraina è sempre più debole. Sgomento e incredulità da parte della comunità internazionale che chiede a gran voce uno stop alle ostilità mentre il leader ucraino Volodymyr Zelensky conferma che l’attacco lanciato la notte scorsa dall’esercito russo contro Kiev è stato uno dei più grandi contro la capitale e aggiunge: “Gli attacchi russi con missili e droni, sono più forti degli sforzi degli Stati Uniti e di altri nel mondo per costringere la Russia alla pace”.



