Fine vita, primo caso di suicidio assistito in Toscana. Salvini: “A luglio proposta comune in aula”

mercoledì, 11 Giugno 2025
2 minuti di lettura

In Toscana si è verificato il primo caso di suicidio medicalmente assistito dopo l’approvazione della legge regionale sul fine vita, varata a febbraio e successivamente impugnata dal Governo. A darne notizia è stata l’associazione Luca Coscioni, che ha seguito il caso di Daniele Pieroni, scrittore sessantenne residente in provincia di Siena, affetto dal 2008 dal morbo di Parkinson e costretto a vivere con una PEG attiva 21 ore al giorno a causa di una grave disfagia.

Pieroni, si legge in una nota, ha potuto scegliere di porre fine alla propria vita “con lucidità e serenità” lo scorso 17 maggio, grazie alla legge toscana e alla storica sentenza n. 242/2019 della Corte Costituzionale, nota come sentenza Cappato-Dj Fabo. È il primo caso di morte volontaria assistita avvenuto nella regione da quando la normativa è entrata in vigore, confermandone la piena applicabilità nonostante l’impugnazione da parte del Governo Meloni.

Il presidente del Consiglio regionale toscano, Antonio Mazzeo, aveva già precisato che, in attesa del pronunciamento della Consulta, la legge regionale resta in vigore e produce effetti. Daniele Pieroni, nell’agosto 2023, aveva contattato l’associazione Coscioni tramite un amico. Dopo aver ricevuto tutte le informazioni da Marco Cappato, comprese quelle sulle DAT, sulla sedazione palliativa profonda e sul distacco dei trattamenti, Pieroni aveva scelto di seguire il percorso legale previsto dalla sentenza della Consulta. La richiesta formale è stata inviata all’Asl Toscana Sud Est il 31 agosto. Dopo l’esito positivo delle verifiche ricevuto il 22 aprile, Daniele ha confermato la volontà di procedere presso la propria abitazione, dove si è autosomministrato il farmaco letale nel rispetto delle procedure previste dalla legge regionale.

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha commentato: “Questo primo caso dimostra che la nostra legge ha momentaneamente colmato un vuoto normativo. Non abbiamo la presunzione di riempirlo per sempre, ma era necessario dare attuazione, in termini organizzativi e procedurali, a quanto già stabilito dalla Corte Costituzionale”. Giani ha ribadito che la legge toscana non introduce nuovi criteri sul fine vita, ma si limita a definire un percorso chiaro, oggettivo e uguale per tutti. “È una norma che rende concreto ciò che la Consulta ha già stabilito: l’accesso al fine vita, in condizioni rigorosamente definite, è un diritto autodeterminato. Per questo, il tentativo di dichiararla incostituzionale appare vano”, ha concluso.

Legge fine vita, Salvini annuncia l’arrivo di una proposta in aula

Sul piano nazionale, intanto, il tema del fine vita torna al centro del dibattito politico. Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha annunciato che “a luglio arriveremo in Aula con una proposta comune”. L’obiettivo è superare lo stallo del disegno di legge sul fine vita, fermo da mesi in Commissione al Senato e atteso in Aula per il 17 luglio. Le parole di Salvini arrivano all’indomani di un vertice a Palazzo Chigi volto a sbloccare l’impasse parlamentare proprio su questo tema e a cui ha partecipato anche il Ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Secondo fonti di maggioranza, il punto fermo della nuova normativa resta il rispetto delle indicazioni della Consulta, che nella sua ultima pronuncia conferma i limiti entro cui l’aiuto al suicidio non è punibile e sollecita il Parlamento a intervenire con una legge organica, in grado di garantire un’adeguata offerta di cure palliative e di prevenire gli abusi. Il testo in discussione prevederebbe anche l’istituzione di un Comitato etico nazionale, con membri nominati tramite Dpcm, chiamato a pronunciarsi sul ruolo del Servizio sanitario nazionale nei casi di fine vita.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.