E’ arrivato stanotte Adam al-Najjar, l’unico dei dieci figli di una coppia di medici della Striscia di Gaza ad essere sopravvissuto ad un attacco israeliano sulla loro casa, compiuto il 23 maggio scorso. Accolto dal Ministro degli Esteri Tajani e dal cerimoniale della Farnesina e della Croce Rossa, Adam sarà ricoverato per alcune cure mediche presso l’ospedale Niguarda di Milano.
Gli occhi lucidi, le manine giunte e sul volto tanta speranza, accompagnato dalla madre, la pediatra Alaa al Najjar che prestava servizio medico in un ospedale a sud della Striscia nel momento del bombardamento e anche lei salva per miracolo.
Il caso aveva ricevuto molta risonanza sui media nazionali ed esteri e dopo l’appello giunto dallo zio del bambino di 11 anni, il governo italiano ha dato il via libera ed è scattata la macchina dell’accoglienza e delle cure mediche.
Il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha detto che oltre a loro due sono stati portati in Italia anche altri parenti di Adam e altre persone palestinesi ferite insieme alle loro famiglie: in tutto ieri sono arrivate in Italia una settantina di persone su tre aerei. Un gesto molto importante per il governo italiano che rinsalda lo spirito umanitario e di cooperazione in ambito di emergenza.
Dall’inizio del conflitto a Gaza l’Italia ha accolto circa 500 palestinesi bisognosi di cure e trasferite nei reparti preposti degli ospedali del nostro paese. Dall’inizio l’esercito aveva giustificato il bombardamento dicendo di aver attaccato un palazzo all’interno di una zona di combattimento per la quale aveva emesso un ordine di evacuazione. È una tesi che Israele usa abitualmente per motivare gli attacchi in cui vengono feriti o uccisi molti civili a Gaza, omettendo però che oggi la quasi totalità della Striscia è sottoposta a ordini di evacuazione.
E mentre la macchina dell’accoglienza e della Diplomazia è mobilitata Israele dimostra ancora pugno duro sul fronte iraniano.
Infatti notizia di poche ore fa confermata da alcuni funzionari americani sembrerebbe che Israele è pronto a lanciare un’operazione contro l’Iran.
Gli Stati Uniti temono che Teheran potrebbe effettuare ritorsioni su alcuni siti americani nel vicino Iraq, e questo è uno dei motivi per cui ad un certo numero di cittadini americani è stato consigliato ieri di lasciare la regione e alcuni siti del Medioriente a rischio.
Duro infatti il contrattacco di Teheran a Israele che risponderebbe stavolta con missili balistici indirizzati verso il territorio israeliano e soprattutto sugli impianti nucleari.


