Torrita Blues Festival 2025: la liturgia del blues tra radici e visioni contemporanee

giovedì, 12 Giugno 2025
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Dal 26 al 28 giugno, il borgo toscano di Torrita di Siena (SI) torna a essere crocevia sonoro di culture, storie e generi che confluiscono sotto un’unica bandiera: quella del Blues. La 37ª edizione del Torrita Blues Festival, una delle rassegne più longeva a livello mondiale, che fin dal 1989 apre i festival estivi italiani, non è solo una celebrazione musicale: è un atto di resistenza culturale che riafferma la centralità del linguaggio blues come forma viva, in trasformazione, eppure legata indissolubilmente alle proprie origini.

Da anni ormai, Torrita è più di una tappa: è un luogo simbolico per il blues europeo. Non è un caso che il festival sia riconosciuto a livello internazionale e inserito nel circuito della Blues Foundation di Memphis. Qui, viene accolto con la devozione che si riserva a una forma d’arte alta, ma anche con la naturalezza di un linguaggio popolare che parla al cuore.

Si parte giovedì  26 giugno con la tradizionale Cena Blues in Piazza, che diventa palco informale per due proposte interessanti.
Danilo Staglianò che presenta il suo progetto solista a forti tinte Electric Blues, con contaminazioni che portano i colori di Funk, Rock e R’n’B. A seguire, The Twisters con Alice Violato propongono un blues elettrico contaminato dal rock’n’soul, grazie anche alla vocalità di Violato, capace di modulare tensione e dolcezza con notevole equilibrio.

Venerdì 27 giugno è dedicato a due realtà diverse ma complementari. Da un lato Carlo Poddighe SuperEgo, progetto che inserisce elementi funk e psichedelici all’interno della struttura blues: un approccio visionario, figlio del post-blues contemporaneo, con grande cura timbrica.
Dall’altro, l’impatto devastante di The Kings of Blues: un supergruppo che unisce membri delle band storiche di B.B. King e James Brown. La presenza di Tony Coleman, Russel Jackson e Waldo Weathers garantisce non solo qualità tecnica altissima, ma una testimonianza diretta di quella che è la “sacra scuola” del blues afroamericano.

Il Festival si concluderà Sabato 28 giugno con due eventi dal forte impatto emotivo:

Ore 11:30 – “Blues For Pino”:
Un tributo a Pino Daniele con la presentazione del libro Yes I Know… di Carmine Aymone. Un evento di peso culturale, che invita a rileggere il blues partenopeo come fenomeno musicale e linguistico autonomo, capace di fondere tradizione nera e radici mediterranee.

Ore 21:30 – Federico Zampaglione e Mario Donatone:
Appassionato cultore del blues, di cui riconosce la forza formativa e spirituale, Zampaglione torna a condividere il palco con Mario Donatone, figura storica del blues romano e voce e pianoforte tra le più autorevoli nel panorama italiano. Insieme danno vita a Best of BLUES Unplugged, un viaggio sonoro attraverso l’anima del blues, filtrato dallo sguardo maturo e personale di due artisti che lo hanno vissuto come linguaggio espressivo e compagno di vita. Insieme, costruiscono uno spettacolo che rinuncia alla sovrastruttura per riportare tutto all’essenza: voce, note, storie. In un set acustico e minimale, Best of BLUES Unplugged attraversa standard classici e brani rivisitati in chiave intima, con arrangiamenti scarni che mettono al centro l’interpretazione. Il repertorio diventa così un diario emotivo che oscilla tra l’introspezione e l’omaggio, tra New Orleans e il Mediterraneo, tra spiritual e songwriting d’autore.

Il Torrita Blues Festival 2025 non cerca il sensazionalismo ma la coerenza artistica. L’attenzione alla memoria (con il tributo a Pino Daniele), alla qualità esecutiva (la presenza di vere leggende viventi) e all’apertura stilistica (Zampaglione e Poddighe) ne fanno una manifestazione adulta, capace di evolversi senza tradire la sua vocazione.

In un’epoca di algoritmi e streaming, Torrita sceglie l’ascolto condiviso, la piazza come spazio vivo, e il blues come linguaggio che non invecchia mai. E questo, oggi più che mai, è un atto politico.

Vittorio Zenardi

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