Si combatte senza sosta sul fronte israeliano e iraniano, due lembi di terra in lotta tra loro che hanno fatto salire il bilancio delle vittime a livello esponenziale per tutto il week end. E se ora l’attenzione da Gaza si è spostata sull’Iran, a nulla è valso l’estremo tentativo diplomatico statunitense, da venerdì all’alba infatti c’è stata un’ incessante escalation di morte e sangue in riposta all’attacco israeliano sui territori iraniani. A Tel Aviv i missili balistici iraniani hanno colpito senza pietà la popolazione, il consolato statunitense secondo fonti dell’intelligence Usa è stato lievemente preso di mira e per precauzione fatto sgomberare e chiudere. Ma cosa fa l’America in questo estremo tentativo di metter pace tra i due litiganti? Intanto dalle ultime frasi giunte dalla Casa Bianca si evince un Trump scosso al punto tale di invocare una pace e una mediazione necessaria appellandosi addirittura al buon senso di Putin, ma a che prezzo? Per comprenderlo basta vedere quello che sta succedendo al largo dell’Atlantico. L’Aeronautica Militare statunitense ha effettuato un massiccio dispiegamento, senza precedenti, di aerei cisterna KC-135 e KC-46 sull’Atlantico da basi sulla terraferma americana, alimentando considerevoli speculazioni sul fatto che i velivoli possano essere destinati a partecipare alla guerra israelo-iraniana in corso. Il numero di velivoli, a quanto riferisce il Military Watch Magazine, è continuato ad aumentare e nelle ultime ore sarebbero state superate le 30 unità. Secondo il rapporto militare aerei cisterna provenienti da diversi paesi occidentali stanno partecipando alle attività di rifornimento aereo dell’Aeronautica Militare israeliana per facilitare gli attacchi contro l’Iran, sollevando la possibilità che questi nuovi velivoli possano essere destinati allo stesso scopo, ovvero rifornire i mezzi israeliani. Un’altra possibilità, secondo la fonte militare, sarebbe quella che i velivoli saranno eventualmente destinati a rifornire i caccia e i bombardieri dell’Aeronautica Militare e della Marina statunitense qualora gli Usa dovessero entrare in guerra. Ipotesi che per ora scartano in molti e che dai corridoi della Casa Bianca che stanno seguendo in queste ore l’evolversi del conflitto non prendono in considerazione. Intanto sui territori di guerra le città sono sotto attacco, colpite da missili e bombe: si contano centinaia di morti e migliaia di feriti. Il monito di Israele è chiaro: “ Gli abitanti di Teheran pagheranno presto il prezzo dei raid” mentre l’Iran tuona: “Abbiamo colpito con successo” e il presidente del Pezeshkian si appella all’unità nazionale.
Iran-Israele, massiccio schieramento di militari Usa. Pace vicina, ma a che prezzo?
Articoli correlati
mercoledì, 21 Ottobre 2026
Iran, Financial Times: “Netanyahu aveva pianificato attacco a inizio mese, stoppato da Trump”
mercoledì, 21 Ottobre 2026
Acronis Expands #TeamUp Partnership with AS Roma, Supported by DSMatic
mercoledì, 21 Ottobre 2026
