Il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, è intervenuto a Roma alla presentazione di Port Italy, il Piano strategico della portualità turistica italiana promosso da Assonat–Confcommercio: “L’investimento nei porti turistici rappresenta un obiettivo strategico per la crescita economica complessiva dell’economia del mare”, ha dichiarato.
“Ma è soprattutto un volano di sviluppo per le regioni del Mezzogiorno, che hanno puntato molto sul turismo e che negli ultimi anni hanno registrato una crescita significativa”, ha aggiunto Musumeci.
Il ministro ha evidenziato il fabbisogno infrastrutturale attuale: “Solo negli ultimi due anni è emersa la necessità di almeno 50.000 nuovi posti barca. Tuttavia, la normativa vigente — la legge 509 del 1997 — non favorisce l’attuazione di procedure celeri. Per questo, il primo obiettivo della mia struttura ministeriale è modificarla: è una norma ormai superata, che va adeguata per incoraggiare gli investimenti, sia pubblici che privati”.
Secondo Musumeci, l’Italia ha già tutto ciò che serve per rilanciare il settore: “Non serve inseguire miracoli: creare nuovi porti turistici, o riqualificare approdi esistenti, è un investimento rilevante, soprattutto se si riesce a connettere la fascia costiera con le attrattività dell’entroterra. Questo può generare ricadute economiche assolutamente inimmaginabili”.
“Sono davvero contento di essere qui oggi — ha concluso — per testimoniare l’attenzione e l’apprezzamento del governo verso quanto le associazioni di categoria stanno facendo”.
Campi Flegrei Musumeci rassicura sui tempi di intervento
Nel corso dell’evento, Musumeci ha risposto anche a una domanda sulla situazione nei Campi Flegrei: “Non c’è nulla da nascondere. Se dovessi elencare tutto ciò che stiamo facendo, servirebbero almeno due ore. Per la prima volta, dopo oltre quarant’anni, si sta lavorando concretamente”, ha detto aggiungendo “Ma per dichiarare lo stato di emergenza serve anche il consenso, seppur non formalizzato, degli enti locali. E ad oggi non mi pare che abbiano espresso questa volontà”, ha chiarito il ministro.
Musumeci ha precisato che “si può comunque andare avanti anche senza la dichiarazione di emergenza. I tecnici del Dipartimento di Protezione Civile ritengono che, al momento, non ci siano le condizioni per farlo. L’importante è accelerare. È questo l’invito che rivolgo ogni giorno alle strutture operative, affinché completino la ricognizione sul territorio per individuare i quartieri e gli edifici più vulnerabili”. Una volta conclusa questa fase, i proprietari potranno richiedere i fondi statali che copriranno il 50% degli interventi per “mettere in sicurezza — o meglio, ridurre la vulnerabilità — degli edifici in un’area particolarmente vasta”.
“Le risorse ci sono. Ora bisogna solo accelerare. Gli ingegneri sono già sul campo e stanno lavorando con grande impegno. Sono convinto che entro il mese di agosto questa importante fase sarà completata”, ha concluso Musumeci.



