Guerra Iran-Israele: colpito l’ospedale Soroka e Ramat Gan, cresce tensione | Video

giovedì, 19 Giugno 2025
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La tensione tra Israele e Iran ha raggiunto un nuovo picco drammatico mattinata di giovedì, quando lo stato islamico ha lanciato circa 30 missili balistici contro obiettivi civili e infrastrutture in territorio israeliano. Tra i bersagli colpiti figura l’ospedale Soroka di Beersheba, nel sud del Paese, duramente danneggiato dall’impatto di uno degli ordigni. Altri missili hanno centrato le città di Holon e Ramat Gan, nel centro di Israele.

Il bilancio provvisorio è di almeno sei feriti gravi e decine di persone con lesioni lievi, secondo quanto riferito dai soccorritori e dall’organizzazione medica Magen David Adom. Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno denunciato l’attacco come un crimine deliberato contro la popolazione civile, respingendo le giustificazioni iraniane secondo cui sotto l’ospedale Soroka si nasconderebbero strutture militari. “È una menzogna. Non mettiamo in pericolo i civili”, hanno scritto le IDF in un messaggio su X rivolto direttamente in lingua farsi.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha reagito con durezza: “I tiranni terroristi dell’Iran hanno attaccato un ospedale e civili innocenti. Pretenderemo il prezzo intero dai tiranni di Teheran”. Il lancio dei missili è stato contrastato dai sistemi di difesa aerea israeliani, impegnati per ore nel tentativo di intercettare i vettori balistici in arrivo.

Nel frattempo, un video diffuso da Iran International mostra un’esplosione avvenuta a Soltanabad, a sud di Shiraz, forse riconducibile a un’operazione di rappresaglia o a tensioni interne al Paese.

Guerra Israele – Iran: Tajani, Xi Jinping e gli USA chiedono de-escalation

Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito in una nota ufficiale la ferma condanna dell’attacco iraniano, esprimendo “piena solidarietà allo Stato di Israele” e sottolineando la necessità di “evitare una spirale incontrollabile di violenza nella regione”.

Tajani, intervenuto a margine della riunione ministeriale a Taormina per la Conferenza di Messina, ha anche annunciato misure per tutelare i cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte dal conflitto: “Stiamo lavorando per facilitare l’uscita da Teheran e da Israele dei nostri connazionali che intendono lasciare questi Paesi. Stiamo organizzando dei voli charter che sono a pagamento perché non si tratta di una evacuazione ma di un aiuto e di un coordinamento agli italiani che intendono lasciare l’Iran e Israele”. In Israele, ha precisato il vicepremier, “ci sono circa 20 mila italiani, mentre in Iran erano 450 ma adesso credo siano 400”.

Da Pechino, il presidente cinese Xi Jinping ha definito il cessate il fuoco tra Israele e Iran “l’assoluta priorità”, affermando – durante un colloquio telefonico con Vladimir Putin – che “l’uso della forza non è la via per risolvere le dispute internazionali”, secondo quanto riportato dai media di Stato cinesi. Anche la Russia, pur alleata dell’Iran in vari dossier regionali, ha lanciato un appello alla calma.

Intanto, dagli Stati Uniti, l’inviato speciale per la Siria, Thomas Barrack, in visita in Libano, ha messo in guardia Hezbollah da un eventuale intervento nel conflitto in corso. “Un loro intervento diretto nella guerra sarebbe una pessima decisione. Il presidente Trump è stato molto chiaro su questo punto”, ha dichiarato Barrack rispondendo a una domanda dei giornalisti. Il timore, sempre più concreto, è che il conflitto si allarghi a tutto il Medio Oriente.

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