Claudia Gerini, la riflessione politica: “Se il mondo fosse guidato dalle donne, certe guerre non esisterebbero” | Video

venerdì, 20 Giugno 2025
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“Se il mondo fosse governato dalle donne, nessuna di queste guerre ci sarebbe. Né l’Ucraina, né Gaza. Dovevamo prendere il potere cent’anni fa”, a parlare non è un’analista politica, ma Claudia Gerini, attrice amatissima che al Filming Italy Sardegna Festival ha scelto di andare oltre la promozione dei suoi ultimi progetti per lanciare un messaggio: l’urgenza di un nuovo sguardo sul potere, quello femminile.

“Le donne hanno una grandissima capacità di diplomazia, immensamente superiore a quella degli uomini”, afferma. “Se ci fosse stata una donna al posto di certi leader maschili, oggi non vivremmo ciò che stiamo vedendo. Ma purtroppo la storia non ci ha dato gli strumenti né lo spazio per tempo. Adesso è il momento di cambiare”.

Parole che pesano, pronunciate senza retorica ma con profonda convinzione, mentre racconta di quanto il tema della rappresentazione femminile sia ancora un nodo irrisolto anche nel cinema: “Solo il 20% dei film prodotti nel mondo è diretto da donne. È troppo poco. Eppure la narrazione femminile è fondamentale per cambiare l’immagine della donna, renderla più moderna, più vera. Non è solo una questione di quote, ma di prospettiva culturale”.

Per Gerini, si tratta di un cambiamento necessario, non più rinviabile: “Negli ultimi anni sono uscite opere meravigliose firmate da registe: da Anatomia di una caduta a Felicità di Micaela Ramazzotti, fino alla serie “L’arte della gioia” di Valeria Golino. È un percorso inesorabile, che andrà avanti. Ma i finanziamenti e i riconoscimenti sono ancora troppo sbilanciati verso il mondo maschile”, spiega lei a cui la politica ha spesso strizzato l’occhio e che forse avrebbe argomenti per avere i favori elettorali.
Attrice e ormai anche regista, Gerini ha infatti appena ultimato la sua seconda opera dietro la macchina da presa. Si tratta di un documentario per l’Assemblea Capitolina che coniuga storia e cucina: “Racconto la Roma gourmet, attraverso gli chef stellati della città, ma anche luoghi archeologici poco conosciuti come Ostia Antica. L’ho fatto su commissione, ma sono felice che mi abbiano considerato anche come regista. Mi tengo allenata”, sottolineando però come al momento non stia lavorando su un’opera seconda.

Sul fronte attoriale, invece, è reduce dal successo internazionale della serie Sara, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, in cui interpreta una figura ambigua nel cuore dei servizi segreti napoletani: “Un crime che ho amato molto. E su Netflix, per due o tre giorni siamo stati primi nel mondo. È un’emozione unica vedere una tua performance girare così tanto”.

I prossimi film per Claudia Gerini

Due i film in uscita: L’amore sta bene su tutto, diretto da Giampaolo Morelli, e Fuori la verità di Davide Minnella, quest’ultimo sarà in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Nella commedia corale di Morelli, Gerini è una ministra – “forse di destra”, suggerisce con ironia – che decide di accogliere un rifugiato in casa propria per motivi di immagine, salvo scoprire che l’ospite è un adulto alto due metri. “Fa molto ridere. Ma è anche un modo per riflettere, tra le righe, su come certa politica gestisce la comunicazione e il consenso”.
Nel secondo film, Fuori la verità, interpreta la madre di una famiglia coinvolta in un reality televisivo in cui si vince solo dicendo la verità: “Una dinamica da The Millionaire, dove il gioco svela ferite reali, familiari, anche molto profonde. È un film che ho amato e in cui credo molto”.
A chiudere il racconto dei suoi progetti, una produzione internazionale: un film rumeno diretto dalla trentunenne Licia Ciornei. “Interpreto una donna italiana che si reca in Ucraina per recuperare il figlio avuto tramite maternità surrogata. Ma scoppia la guerra e tutto si complica. È un film girato tra Romania e Cernăuți, con vere immagini dei profughi. Una storia dolorosa, girata a marzo tra il gelo e la tensione del confine”.
Non c’è Gerini senza Carlo Verdine. Non c’e intervista che non si chiuda con la nostalgia per Viaggi di nozze, tornato sul grande schermo a 30 anni dall’uscita, accolto da una sala gremita. “C’erano 1.200 persone e 400 fuori alle 8:30 del mattino al Petruzzelli di Bari. Ivano e Jessica sono eterni. Quella romanità lì non muore mai”. Poi confessa: “Carlo mi dice di tornare a lavorare insieme, dice che però deve essere una cosa davvero forte”.

Ma oggi, per Claudia Gerini, l’urgenza non è guardare indietro. È cambiare sguardo. E, come dice lei stessa, “dare credito, spazio e soldi a chi porta avanti un’altra narrazione. Perché è così che si cambia davvero una società”.

La video intervista a Claudia Gerini

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