Franco Nero al Filming Italy Sardegna: “Ecco come salvare il cinema italiano”

domenica, 22 Giugno 2025
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Presente al Filming Italy Sardegna Festival di Tiziana Rocca, Franco Nero ha raccontato con passione e ironia alcuni passaggi della sua carriera. Il leggendario interprete di Django ha raccontato in un’intervista esclusiva con Lo Speciale come sceglie oggi i progetti cinematografici, ma soprattutto ricordato a 60 anni dall’uscita il ruolo che lo ha reso leggenda e che tornerà ad interpretare ancora una volta in una serie tv.

Franco Nero al Filming Italy Sardegna Festival, la video intervista

Franco Nero commentando l’uscita nelle sale di Milarepa di Louis Nero, film in cui appare brevemente: “Faccio solo un piccolo cameo”, ha precisato. “L’ho fatto per amicizia, non lo considero un mio film, è stato più un favore che un vero ruolo”. Oggi, a distanza di decenni dalla sua esplosione nel cinema italiano e internazionale, Nero continua a scegliere i progetti con lo stesso criterio di sempre: la sceneggiatura. “Mi piace leggere molto – ha spiegato – e dalla sceneggiatura decido se fare un film o meno”.

Nel corso dell’intervista l’attore celebra Django, il film che nel 1966 lo ha reso celebre in tutto il mondo e che quest’anno celebra un anniversario importante:  “Avevo 23 anni quando lo girai”, ricorda. “Fu un’avventura incredibile: si iniziò a girare il giorno prima di Natale, ma non c’erano soldi, il film venne bloccato. Solo durante le feste si riuscì a chiudere una coproduzione con la Spagna. Era un film nato in condizioni poverissime. Chi avrebbe mai immaginato un successo mondiale?”, ha scherzato.

Un successo che ancora oggi sorprende l’attore: “L’anno scorso ero a Los Angeles con Tiziana Rocca per una proiezione di Django all’American Cinematheque, in una sala da oltre duemila persone. Tutti giovani, vestiti da Django, con cappelli e magliette. È stato incredibile. Ovunque vado nel mondo, Django è riconosciuto. Ho anche scritto un libro, Django e gli altri, uscito con Rai Libri, proprio perché quel nome lo conoscono tutti. Dopo l’edizione italiana, è uscita quella in inglese a Los Angeles, e presto uscirà anche quella tedesca”.

A contribuire alla rinnovata popolarità del personaggio ha certamente influito anche il remake firmato da Quentin Tarantino: “Lui è un genio”, ha detto Nero “Ha preso ispirazione da film italiani come Quel maledetto treno blindato per Inglourious Basterds, e con Django ha fatto la stessa cosa. Nell’originale gli oppressi erano i peones messicani, nel suo film erano i neri. Lui rielabora tutto a modo suo, ma con grande intelligenza. E questo genere, il western all’italiana, non morirà mai: avrà alti e bassi, ma resterà sempre”.

Non a caso, c’è già in cantiere un nuovo progetto: Django Leaves, in cui Nero tornerà a vestire i panni dell’iconico personaggio, questa volta da anziano: “Io penso che questo genere non morirà mai. Avrà alti e bassi, ma resisterà. Infatti adesso c’è in programma un altro Django con me, uno Django da vecchio, si chiamerà Django Leaves, scritto da un grandissimo sceneggiatore americano che si chiama John Sayles. È già in programma”.

Infine, uno sguardo al presente del cinema italiano, che è in attesa di una nuova importante riforma. La ricetta per Franco Nero, abituato a lavorare con progetti internazionali sarebbe semplice: “Per aiutare davvero il nostro cinema bisogna tornare a fare come negli anni ’60 e ’70”, ha affermato Nero. “Allora si facevano sempre coproduzioni con Spagna, Francia, Germania. Se invece fai un filmetto italiano che rimane solo qui, e non riesce a ottenere una distribuzione all’estero, quel film è morto. E questo non va bene”.

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