Si alza il sipario su una delle più attese competizioni del mondo dello sport. Oggi, 30 giugno, ha inizio la 138esima edizione di Wimbledon, il torneo più antico e prestigioso di tennis, che si concluderà il 13 luglio. Ad aprire le danze, sarà il campione in carica, Carlos Alcaraz che si batterà contro Fabio Fognini.
Molte sono le particolarità che contraddistinguono lo storico torneo nel panorama sportivo internazionale.
Non mancano gli interrogativi dei più curiosi in proposito. Impossibile non chiedersi: Perché i tennisti devono vestire rigorosamente di bianco? Perché vengono servite panna e fragole? O ancora, perché da anni un falco veglia costantemente sui campi, al punto da essere considerato quasi la mascotte del torneo? E così via. Dietro tali domande, si cela l’anima del torneo nonché la sua identità stessa. Ecco svelate le ragioni dietro ogni tradizione:
Dress-code bianco per i tennisti. Perché?
Si tratta di più di una tradizione. É una regola ferrea che ha avuto origine nella prima edizione del torneo, risalente al 1877.
La ragione? il fatto che il bianco fosse considerato un colore “aristocratico” in quanto associato alla raffinatezza ed eleganza, entrambe caratteristiche che si volevano attribuire al torneo. Il bianco é anche il modo migliore per nascondere gli aloni di sudore degli atleti. Dato che questi mal si conciliavano con il decoro connesso allo slam londinese, la scelta si spiega da sé.
Nel 2013 Federer ha disatteso tale regola, presentandosi con delle scarpe aventi la suola arancione. Risultato? É stato costretto a cambiarle.
É c’é di più: il bianco deve essere candido. Non é ammesso il bianco sporco o crema.
I giocatori sono dunque obbligati a rispettare il codice di abbigliamento con un’unica stravaganza ammessa: dettagli minimi, come il bordo intorno allo scollo o alla manica, possono essere colorati ma per un massimo di un centimetro. Non sono ammessi loghi fantasiosi o motivi elaborati.
Viene da sé che all’England Club é richiesto anche agli spettatori un look elegante: giacca e cravatta per gli uomini, abito per le donne.
Fragole con la panna. Perché é l’official food di Wimbledon?
Dal 19º secolo, il cibo tradizionale servito all’England Tennis club sono le fragole con la panna. In media, ne vengono consumate più di 100.000 porzioni. Infatti, in sole due settimane, vengono impiegati 28.000 chili di fragole e 8.000 litri di panna.
Ma perché vengono servite proprio le fragole con la panna?
Facciamo un passo indietro. É il 1874 quando il maggiore gallese Walter Wingfield Clopton pubblica un libro che comprende le primissime regole del tennis. Il nome dell’opera é “A Portable Court of Playing Tennis”.
Ci sono voluti tre anni affinché un club sportivo inglese si interessasse all’opera. A dargli credito è stato l’”All England Lawn Croquet Club”, che ha poi tramutato il proprio nome in “All England Lawn Tennis and Croquet Club”, ad oggi uno dei club più esclusivi al mondo.
Ecco che i responsabili prendono la decisione di indire il primo torneo di tennis della storia: il successo è enorme.
Fin dalla prima edizione, il torneo si svolge in primavera, periodo nel quale la frutta abbonda. In particolare le fragole.
E ancora fin dal primo, quasi sconosciuto, torneo di Wimbledon, gli spettatori amavano intrattenersi gustandosi le fragole con la panna. Grazie ad un articolo del The Telegraph nel 1881, si ha la certezza che già in quell’anno le fragole con la panna fossero il food di punta del torneo. Nell’articolo infatti si legge: “Poco prima dell’inizio della finale, il padiglione dei rinfreschi si era completamente svuotato perché all’esterno era iniziata la distribuzione delle fragole con la panna”.
Con il trascorrere degli anni, alle fragole con la panna é stato abbinato un bicchiere di Pimm’s, un drink a base di Ginger Ale, foglie di menta e frutta. Si tratta del raffinato cocktail analcolico emblema dell’estate britannica.
Il falco Rufus. Perché é da anni onnipresente?
Per anni, i piccioni hanno rappresentato un fastidio per i tennisti ma anche per chi sedeva nelle tribune.
Ecco perché, dal 1999 c’é il falco Rufus, adottato proprio per tenere i volatili lontani dai campi e dal pubblico. Da allora il falco é divenuto un’icona: é stato creato anche un account Instagram denominato “rufusthehawk” in onore della “mascotte”.
Da molti anni, il falco viene addestrato dal guardiano Wayne Davis. Si pensi che il rapace é stato educato a sorvolare i campi da gioco dalle 9:00 del mattino fino all’ora antecedente all’apertura dei cancelli con la finalità di tenere lontani i piccioni che potrebbero compromettere lo svolgersi del torneo. Nel 2012 il falco é stato addirittura rapito, venendo poi recuperato sano e salvo.
L’erba di Wimbledon. Cosa c’é dietro la sua perfezione?
La preparazione dei campi inizia un anno prima del torneo. Si tratta di un fattore fondamentale per la sua riuscita.
Come da tradizione, l’erba viene tagliata ogni mattina prima dell’inizio delle partite. Ma nulla é lasciato al caso. Bisogna rispettare degli standard precisi: l’altezza deve essere pari a 8 millimetri, non uno di più e non uno di meno.
Un altro elemento importante sono le righe bianche sul campo: vengono ripassate ogni mattina e spesso anche tra un match e l’altro. L’irrigazione viene eseguita ogni sera, alla fine degli incontri.
In totale, 15 giardinieri si occupano del campo nel corso dell’anno. Nel dettaglio, il loro lavoro ha inizio subito dopo la fine del torneo: l’erba viene sradicata e si da inizio al trattamento che condurrà al nuovo prato.
I mesi più importanti? Marzo, aprile e maggio. É in questo periodo che i campi vengono costantemente pressati con appositi macchinari finalizzati a livellarne il più possibile la superficie. I campi vengono inoltre trattati al fine di evitare la comparsa di funghi o muschi indesiderati.
Insomma, un’attenzione e cura quasi maniacale.
Dal 2001, c’é stata una modifica nel manto che, secondo alcuni esperti, ha reso la superficie più lenta e sempre più simile al cemento.
Tie-break decisivo. Perché é stato introdotto?
Nel 2010, i tennisti Mahut e Isner hanno giocato la partita più lunga della storia: é durata 11 ore, suddivise in tre giorni. Il match si é poi concluso con il punteggio 70-68.
Per evitare che una partita si prolungasse ancora in maniera eccessiva, é stato introdotto il tie-break decisivo: è un elemento cruciale del tennis, pensato per rendere le partite più avvincenti e i set più equilibrati.
Questo sistema viene utilizzato in caso di prolungata parità. Nello specifico, ogni partita si gioca al meglio dei tre set eccetto nei tornei più di rilievo, in cui si gioca al meglio dei cinque set. Per vincere un set, il giocatore deve ottenere almeno sei giochi e deve avere un vantaggio di due sul suo avversario. Se il punteggio si blocca sul 6-6, si attiva il tie-break.
Il primo a servire lo fa solo una volta, mentre i successivi turni di servizio prevedono due battute consecutive per ciascun giocatore. Il primo dei due che riesce a raggiungere 7 punti, é il vincitore del tie-break. Ma attenzione! deve avere un vantaggio di almeno due punti sull’avversario (es. 7-5). Dunque, il gioco prosegue finché uno dei due non ottiene due punti di fila.
E il super tie-break?
É una delle più recenti innovazioni: é stato introdotto nei tornei per evitare partite “maratona”. Questo si attiva in caso di parità nell’ultimo set – il quinto nel tabellone maschile e il terzo in quello femminile. In questo caso, il vincitore del set e della partita sarà deciso da un tie-break a 10 punti, da raggiungersi sempre con un vantaggio di almeno due punti.



