L’Intervision di Putin: la sfida all’Eurovision e il Paese partecipante inaspettato

martedì, 1 Luglio 2025
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Il 20 settembre, presso il Live Arena di Mosca, andrà in scena l’Intervision. Il nome suona familiare e non a caso: si tratta della risposta sovietica all’Eurovison.
L’obiettivo infatti é quello di usare l‘Intervision come anti- Eurovision. Il leader del Cremlino ha esternato la volontà di porre in essere un’alternativa “più adatta alle famiglie e ai valori tradizionali”.

Ma l’Intervision di nuovo ha ben poco. Il festival russo è nato durante la Guerra Fredda ma ha avuto vita breve o meglio, due brevissime vite.
Il primo tentativo risale al periodo tra il 1965 e il 1968.
Inizialmente, il festival portava il nome di “Golden Clef Intervision Contest”. La sede non era fissa tanto che la competizione si é svolta a Praga – presso il Teatro Musicale Karlín – a Bratislava e infine a Karlovy Vary.
A partecipare, oltre i Paesi socialisti dell’Est europeo, c’era anche la Finlandia, che si era mantenuta neutrale durante la Guerra Fredda.
Il format era parecchio simile a quello dell’Eurovision: i Paesi del blocco orientale sceglievano un artista da far esibire e una giuria selezionava il vincitore.
Il premio per chi riusciva a conquistare i primi tre posti sul podio era una chiave d’oro, d’argento e di bronzo, come suggerito dal nome stesso del festival.
Il concorso si é interrotto bruscamente nel 1968, quando l’Unione Sovietica ha inviato i carri armati al fine di reprimere la Primavera di Praga. Tale avvenimento ha determinato un punto si rottura mettendo la parola fine al concorso made in Urss.
Tra il 1977 e il 1980, si é tentato nuovamente di riesumare il festival. Questa volta con sede fissa a Sopot, in Polonia.
Nonostante la nitida impronta politica, l’Intervision Song Contest (ISC) non teneva completamente a distanza l’Occidente. Tra i vari Paesi partecipanti vi erano i Paesi Bassi, il Portogallo, il Belgio, la Svizzera e la Spagna. A partecipare al contest sono stati anche paesi non europei. Tra questi, Cuba e il Canada.
Dopo quattro edizioni, l’ISC é stato annullato ancora una volta per i pochi ascolti e per via dell’introduzione della legge marziale in Polonia nel 1981, volta a reprimere Solidarnosc. Il clima che si era creato non si addiceva affatto a quello di festa.
A partire dalla metà degli anni Novanta, la Russia é stata ammessa all’Eurovision.
Ma, se da un lato il festival é stato fin da subito amato dalla popolazione russa, dall’altro ha sempre incontrato una bassissima tolleranza da parte delle autorità, che ne criticavano costantemente la deriva “sempre più favorevole a persone non eterosessuali”.
Numerose erano le crepe che si sono create nel corso degli anni: dal 2014, in seguito all’annessione della Crimea, il contest canoro ha applicato diversi filtri sonori per non far udire i fischi presenti durante l’esibizione russa e, viceversa, i fischi russi nel corso delle performance di artisti gay.
Il culmine é arrivato con l’esibizione della drag queen, Conchita Wurst, in seguito alla quale il Cremlino aveva minacciato di uscire dal concorso. Già lì, Putin aveva parlato di una rinascita dell’Intervision.
Ma dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, la rottura é stata definitiva: si è assistito all’esclusione ufficiale della Russia dall’Eurovision.
E per Putin, dopo la cacciata dal contest europeo, l’Intervision é divenuta una questione di principio.
Ed ecco che, a tre anni dall’espulsione, si é avverata la volontà del leader russo.
Il countdown, oggi a 81, è scandito da uno schermo situato dinanzi il Cremlino, in piazza del Maneggio, nel quale si alternano le bandiere dei partecipanti: oltre alla Russia appare la Bielorussia, il Kazakistan, il Kirghizistan, l’Uzbekistan, l’Iran, la Cina, il Venezuela, l’Egitto, il Qatar, Cuba, e la Serbia – l’unico Paese della lista che prende parte anche all’Eurovision.
Ma non é finita qui. C’é anche un grande ospite inaspettato: gli Stati Uniti. E no, non si tratta di una trovata pubblicitaria.
I media patriottici hanno infatti sottolineato quanto l’Intervision sia un evento reso ancora più epocale dalla presenza degli Usa.
Ciò rappresenta un chiaro passo in più verso il riavvicinamento delle due potenze.
Il rilascio della notizia relativa all’Intervision é accompagnato dall’idea che “a differenza dell’Eurovision, la cui reputazione è affondata, Intervision punta a consolidare le relazioni internazionali riservando una particolare attenzione al rispetto della sovranità culturale dei Paesi partecipanti”.
Nella versione moscovita del festival, a rappresentare la Russia sarà Yaroslav Dronov – nome d’arte Shaman – divenuto molto popolare con la sua canzone “Sono russo”.
Nella giornata di ieri è stato reso noto anche il nome del primo membro della giuria: Igor Matvienko, da poco insignito del titolo “artista del popolo”. Si tratta del fondatore dei Liubè, nonché il gruppo preferito di Vladimir Putin, che si esibisce in ogni raduno dove appare il presidente.
In una nota del Cremlino si legge: “Gli artisti non potranno eseguire canzoni che richiedono violenza, umiliare l’onore e la dignità della società, ed è necessario che i temi politici nei testi siano completamente esclusi”.
Una volta preso atto della notizia, il ministero degli Esteri ucraino, aveva affermato di considerare l’Intervision “uno strumento di propaganda russa”, dando il compito alle proprie missioni diplomatiche estere di adottare misure di “risposta politica” contro i Paesi che ne avessero preso parte.
Ma ciò prima che fosse resa nota la partecipazione degli Stati Uniti.

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