“Il PNRR è un piano pilota. Ma nella sua fase finale, che è quella decisiva per determinarne il successo, dobbiamo togliere tutto ciò che è superfluo: oneri burocratici e aggravi che non servono.” È quanto ha dichiarato il ministro Tommaso Foti a margine dell’evento in Campidoglio per i 70 anni dalla firma dei Trattati di Roma, sottolineando la necessità di semplificare radicalmente l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il ministro ha riferito di un confronto positivo con il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, incentrato proprio sulla fase attuativa del piano: “Abbiamo convenuto – ha spiegato – che questa fase va gestita con efficienza e senza inutili vincoli amministrativi. È il momento della concretezza.”
Foti ha poi affrontato la questione dazi e le tensioni con gli Stati Uniti dopo l’annuncio di nuove misure protezionistiche. Alla domanda se Dombrovskis o Šefčovič siano le persone più adatte a condurre la trattativa in sede europea e su un eventuale 17% anticipato dal Financial Times il ministro ha risposto secco: “Meno si parla di numeri e meglio è. Chi è deputato a trattare per l’Europa sa se e come trattare, sa se e cosa accettare.”
Pur evitando dettagli tecnici, Foti ha fatto capire che l’Italia guarda con attenzione al confronto transatlantico, in particolare alla difesa dei propri interessi industriali e commerciali. “Serve responsabilità – ha concluso – e serve una visione che metta al centro i territori, le imprese e la tenuta dell’intero sistema europeo”. Il ministro Foti ha anche commentato il prossimo voto del Parlamento europeo sulla riconferma di Ursula von der Leyen: “Il Parlamento sa come votare, non ha bisogno dei consigli di un ministro.”
La video intervista al Ministro Foti



