A margine dell’evento dedicato ai 70 anni dei Trattati di Roma nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Lo Speciale, affrontando i nodi irrisolti dell’Europa e le sfide concrete del suo territorio.
La video intervista a Francesco Rocca
“Quella di oggi – spiega – non è solo una ricorrenza simbolica. È l’occasione per ribadire quanto le Regioni e gli enti locali siano fondamentali nelle politiche di coesione, che devono essere rafforzate e rese più efficaci. Ma è anche il momento per una riflessione amara: c’è una distanza sempre più forte tra il sogno dei padri fondatori e la realtà attuale. I cittadini sentono l’Europa lontana, e se questo accade significa che abbiamo sbagliato qualcosa. Bisogna tornare a quel sogno, per costruire finalmente una vera unione politica”.
Alla domanda sulle recenti tensioni politiche – in particolare sulla mozione di sfiducia a Ursula von der Leyen che ha diviso anche la maggioranza con la Lega pronta a schierarsi contro con i Patrioti – Rocca risponde netto: “Le dinamiche parlamentari fanno parte della democrazia. È normale che ci siano sensibilità diverse. Ma non è questo il problema. Il problema è che manca una visione comune, manca una volontà vera di credere nell’Europa come progetto politico”.
Un passaggio del suo intervento in Campidoglio ha fatto discutere: il riferimento alla Francia, che mantiene il proprio seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza ONU, rappresentando però solo se stessa. “È un esempio simbolico, ma chiarissimo. La Francia ha un ruolo chiave all’ONU, anche grazie alla presenza stabile nel settore delle operazioni di pace, in particolare in Africa. Ma non agisce in nome dell’Europa. Questo dimostra quanto l’Unione sia ancora debole sul piano geopolitico. Serve una svolta anche nei rapporti con il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale: basta elemosine ai Paesi terzi, serve una strategia per cambiare davvero le regole della finanza globale e permettere sviluppo e integrazione”, ha spiegato.
L’emergenza caldo: “Formazione e pronto soccorso stanno reggendo, ma servono spazi freschi per gli anziani”
Il discorso si sposta poi sul fronte interno, in particolare sull’ondata di caldo che nelle ultime settimane sta colpendo il Lazio, causando incendi e aumento dei ricoveri nei pronto soccorso: “La Regione ha attivato tutti i meccanismi di emergenza. La nostra sala operativa lavora 24 ore su 24, il monitoraggio è continuo e abbiamo potenziato la formazione. Solo quest’anno abbiamo formato quasi 800 nuovi operatori antincendio boschivo. Dopo l’incidente dello scorso anno, in cui tre volontari rimasero gravemente ustionati, abbiamo deciso di investire ancora di più in prevenzione”.
Sulle strutture sanitarie, Rocca rassicura: “I pronto soccorso stanno rispondendo bene, non si registrano criticità. Ma serve un’attenzione maggiore a livello urbano, soprattutto per le fasce fragili. In altri Paesi, nei periodi di grande caldo, si aprono spazi climatizzati per accogliere gli anziani. Anche da noi si potrebbe fare di più in questa direzione, magari con il supporto dei Comuni. Intanto, abbiamo già adottato ordinanze per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature”.
Il sogno del Tevere balneabile: “Bisogna essere realisti, ma ci vorrà tempo”
Infine, un commento alla proposta lanciata dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri: rendere balneabile il Tevere, sul modello della Senna parigina. Rocca risponde con ironia, citando la serie tv di Carlo Verdone: “Spesso mi viene da dire: ‘Ma questo fiume ci serve o non ci serve?’. Ovviamente è il sogno di ogni romano, ma bisogna essere realisti: prima di parlare di balneabilità dobbiamo mettere in sicurezza gli argini e renderli davvero vivibili”.
“Su questo – aggiunge – la Regione sta già facendo la sua parte, anche grazie ai fondi del PNRR e a quelli per il Giubileo, che permettono di intervenire sugli argini del fiume. Gualtieri ora ha gli strumenti per lavorare. Noi siamo pronti a collaborare, ma è un percorso lungo, che richiederà tempo, risorse e soprattutto un impegno condiviso”.



