Il giallo di Garlasco non cessa di riservare sorprese. Ora spunta un Dna “sconosciuto”, cioè non appartenente né ad Alberto Stasi né ad Andrea Sempio, nella bocca di Chiara. Si tratta di un elemento che scaturisce dalla riesamina di uno dei tamponi orali prelevati il giorno del delitto.
La traccia fu raccolta il 13 agosto del 2007, con una garza, dal medico legale Marco Ballardini che allora effettuò gli esami autoptici. Perché, solo oggi, a distanza di quasi due decenni, viene finalmente sottoposto a esame scientifico? Ah, saperlo… La vicenda Garlasco, oltre a misteri e colpi di scena, fa emergere anche dilettantismo e superficialità.
Ma torniamo alla notizia. Entrando nei particolari, apprendiamo che che il profilo genetico del cromosoma Y -quindi sicuramente maschile- è stato rinvenuto in quantità ridotta. In ogni caso, l’odierno ritrovamento potrebbe avere implicazioni investigative dirompenti perché potrebbe suggerire la presenza di un’altra persona sul luogo del delitto, forse mai indagata prima.
Ma, visto che parliamo della vicenda Garlasco, la cautela è d’obbligo. Si potrebbe anche trattar e di un banale caso di contaminazione, ovvero di un trasferimento involontario avvenuto durante i primi esami. Il materiale genetico potrebbe cioè provenire da un assistente del dottor Ballardini o da chi ha maneggiato la garza utilizzata per il prelievo.
La famiglia di Chiara ha manifestato comunque scetticismo. Per l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale dei Poggi, il dato è «totalmente destituito da qualsiasi fondamento». Ha dichiarato infatti che non ci sono Dna di soggetti sconosciuti sulla scena del crimine e ovviamente tanto meno sul corpo di Chiara. Tizzoni ha anche criticato la continua ricerca di piste alternative prive di «riscontri oggettivi», parlando di «ipotesi infondate» che rischiano solo di alimentare ulteriori polemiche e dolore per la famiglia. Come dar loro torto? La riapertura del caso, con tutti i suoi colpi di scena, non ha fatto altro, in questi ultimi, mesi che rinnovare la loro tragedia.



