A margine di un evento promosso da Enel Foundation a Roma, il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha ribadito l’importanza di evitare una guerra commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti. A venti giorni dalla possibile entrata in vigore delle contromisure europee ai dazi minacciati da Washington, Tajani ha detto di essere soddisfatto del rinvio al primo agosto e che si proceda con una trattativa “a testa alta” da parte dell’Europa. Il vicepremier partirà alle ore 18 da Ciampino proprio per una missione negli Stati Uniti.
Dazi Trump, il video con le parole di Tajani
“La trattativa è lunga, ci sono ancora venti giorni. L’Europa deve trattare a testa alta tutelando l’interesse dell’industria e della manifattura europea, cercando di evitare una guerra commerciale”, ha affermato il ministro. “È bene rinviare le nostre misure al primo di agosto, così c’è il tempo di discutere, perché le guerre commerciali non fanno bene a nessuno. Bisogna fare in modo che si trovi un accordo”.
Tajani ha poi spiegato che l’Italia è in stretto contatto con il commissario europeo Maroš Šefčovič, responsabile del dossier commerciale, sottolineando che il suo impegno nel viaggio americano si concentrerà anche su dossier geopolitici come Ucraina, Medio Oriente, Mediterraneo e Africa.
Il ministro ha ribadito che l’Italia non intende avviare trattative bilaterali autonome con Washington: “Escludo l’opzione di trattare da soli. Noi parliamo con il governo degli Stati Uniti, ma ricordo che la competenza è comunitaria, non è una competenza nazionale. Possiamo sostenere l’iniziativa dell’Unione Europea, siamo per la linea del dialogo, con fermezza, a testa alta, sapendo che ci sono delle possibili contromisure, ma è bene rinviarle, perché si può sempre trovare un accordo”.
Quanto alla strategia commerciale, Tajani ha indicato l’intenzione di rafforzare la presenza dell’Italia in mercati chiave: “Abbiamo una strategia per rinforzare la nostra presenza dove già siamo forti: Messico, Canada, India, Giappone, Paesi del Golfo, Vietnam, Indonesia, Turchia, Sudafrica. Ma non dimentichiamo gli Stati Uniti e l’Europa, che restano mercati di grande rilievo. Lavoreremo in particolare per tutelare farmaceutica, agricoltura, settore dell’auto”.
Alla domanda sull’eventualità che l’Unione Europea sposti il proprio asse geopolitico dagli Stati Uniti alla Cina, il ministro è stato netto: “Il rapporto con gli Stati Uniti non è legato a un presidente o a una scelta politica. Siamo due facce dell’Occidente. È impossibile sostituire gli USA come nostro principale alleato fuori dall’Unione Europea. Non esiste la possibilità di sostituire gli Stati Uniti con la Cina. È un periodo ipotetico dell’irrealità”.
Tajani ha invece rilanciato l’interesse italiano per il corridoio IMEC (India–Middle East–Europe Corridor): “Crediamo molto nel corridoio IMEC: India, Israele, Paesi del Golfo, Egitto, Trieste. È il futuro, un’infrastruttura commerciale su cui punteremo”.
In merito al rafforzamento dell’euro e ai rischi che comporta per l’export europeo, il vicepremier ha avanzato un’ipotesi di intervento della BCE: “Serve una politica monetaria che impedisca un sovraccosto per le nostre imprese. Una soluzione potrebbe essere un nuovo quantitative easing della BCE, come durante il Covid, per ridurre la forza dell’euro rispetto al dollaro e favorire la crescita industriale, la sanità e la sicurezza”.
Sulla possibilità che la Germania acquisti sistemi Patriot dagli Stati Uniti per poi trasferirli all’Ucraina, Tajani ha risposto con cautela: “Vediamo quello che succede. La Germania fa quello che vuole fare la Germania”.
La frecciata a Salvini su Unicredit
Tajani ha commentato le polemiche sul Golden Power e il caso Unicredit: “Sapete qual è la mia posizione, se ne occupa il ministro Giorgetti. L’Unione Europea si occupa di ciò di cui deve occuparsi: questa è una materia di competenza anche europea. E sì, si tratta di una cosa seria”, rispondendo all’ultima nota di Matteo Salvini che parlava di un’Europa attenta alle cose poco serie.

