Garlasco, cambia tutto: gli ultimi attimi di Chiara scagionano Stasi

lunedì, 14 Luglio 2025
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Delitto di Garlasco, non è vero che Chiara Poggi fu aggredita di sorpresa da una persona di cui si fidava: in base alla nuova ipotesi formulata dalla Procura risulta invece che la giovane, prima di essere colpita, ebbe manifestazioni di paura, tanto che provò a chiedere aiuto per telefono.

Se questa ipotesi fosse confermata da ulteriori riscontri, si alleggerirebbe di molto la posizione del fidanzato della 26/enne, Alberto Stasi, che è stato condannato a 16 anni per il delitto. Tra gli elementi che hanno inchiodato il giovane, c’è proprio l’idea che la vittima conoscesse bene il suo assassino. Secondo il teorema accusatorio, Chiara fu colpita una prima volta, di sorpresa, vicino all’ingresso di casa per poi aver ricevuto le botte mortali vicino alla scala che conduce alla cantina (dove fu ritrovato il corpo).

La più recente ricostruzione cambia invece la scena dell’assassinio della giovane: la Poggi fu aggredita proprio mentre stava cercando soccorso. Ad avvalorare questa ipotesi sono gli schizzi di sangue sul telefono fisso della villetta, segno che in quel momento Chiara stava cercando di dare l’allarme. Particolare significativo, è stato trovato sangue è anche sotto la cornetta.

Questi nuovi elementi sono in coerenza con l’idea che la giovane abbia lottato con l’assassino prima di venire uccisa. E sono in coerenza anche con la scoperta del Dna di un uomo “ignoto” nella bocca di Chiara. Ciò significa che almeno due persone hanno partecipato all’aggressione e che una di queste,  l”ignoto”” appunto, abbia cercato di soffocare le urla della vittima comprimendole la bocca con una mano e che, a causa di tale azione, possa anche avere ricevuto un morso durante la lotta.

La presenza di un altro individuo sul luogo del delitto ha aggravato la posizione di Andrea Sempio. L’ipotesi degli inquirenti è che questo nuovo personaggio sia un complice del sospettato numero due. Per la giornata di oggi sono attesi gli esiti dei “controesami” effettuati sul materiale genetico dell’uomo “ignoto”, ma è improbabile che tale individuo abbia già da oggi un nome.

Vale la pena ricordare, tornando a Stasi, che la sua condanna ha fatto parecchio discutere. Il fidanzato di Chiara fu assolto nei due primi gradi di giudizio, ma poi la Cassazione annullò quelle due sentenze riaffidando il processo alla Corte d’Appello, che alla fine inflisse la condanna di 16 anni al giovane.

A tutt’oggi, il delitto di Garlasco ha un condannato, un sospettato e un nuovo sospettato in arrivo. Ma non ha ancora un movente. Un segno di malagiustizia oppure un sintomo della follia che si diffonde da anni nella società italiana?

 

 

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