Ventimiglia, cosa ha fatto Allen in quelle 36 ore? Arriva l’ipotesi del “congelamento emotivo”

martedì, 15 Luglio 2025
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Il dottor Diego Minghetti, primario di pediatria dell’Ospedale Imperia, è stato incaricato di seguire Allen, il bambino di 5 anni che era sparito venerdì al camping Por la Mar allontanandosi dai genitori mentre stavano montando la tenda.

Il bimbo è stato poi ritrovato vivo 36 ore dopo dai soccorritori in un avvallamento del terreno, per poi essere trasferito in ospedale per effettuare degli accertamenti medici. “L’ho incontrato in mattinata, stava bene. Ha mangiato, ha interagito e ha giocato. Abbiamo rimosso la flebo e dato un’occhiata agli esami del sangue, che erano perfetti”, ha spiegato il medico.
Non è ancora chiaro cosa sia accaduto fino alla domenica e se il bimbo sia stato aiutato o sia sopravvissuto da solo. Il piccolo non ha ancora raccontato nulla a riguardo. Intanto, il dottor Minghetti ha spiegato di aver riscontrato nel bambino solo una lieve disidratazione, poi corretta con un’infusione: “Dubito che sia rimasto così a lungo senza bere. Difficile pensare che non si sia totalmente idratato e nutrito per tutto questo tempo. Visti gli esami, questa è la mia interpretazione”.
Al momento, dal punto di vista investigativo, non sussisterebbero elementi che possano far pensare che Allen sia stato aiutato da qualcuno.
I soccorritori hanno dichiarato di aver trovato il bambino immobile, nascosto tra i roveti, con i vestiti sporchi “come può esserlo un bambino di cinque anni che ha vissuto 36 ore nel bosco”.
Pierluigi Dellano, l’ultima persona ad aver visto Allen prima che sparisse, ha raccontato: “Tornavo a casa in macchina quando l’ho visto sulla strada. Poi me lo sono trovato sotto la villa. L’ho preso per mano e l’ho accompagnato a un bivio. Ho pensato fosse figlio di turisti, diceva qualcosa come “papà”. Lo tenevo per mano e mi è scappato via”.
Sul suo conto, è stata modificata dalla Procura di Imperia l’iniziale ipotesi di abbandono di minore. È stato invece aperto un fascicolo per omissione di soccorso e l’uomo è ora iscritto nel registro degli indagati.
L’ipotesi più plausibile per gli investigatori, è che Allen abbia trascorso le 36 ore da solo. Il procuratore di Imperia, Alberto Lari, ritiene “fantascienza” che vi sia stato un rapimento o che qualcuno abbia portato Allen nei boschi, “così come si esclude che qualcuno lo abbia aiutato”, ha aggiunto.
Il contributo dato dallo psicologo, Roberto Ravera, è stato determinante nel ritrovamento del bambino. È stato proprio il direttore della Struttura Complessa di Psicologia Asl1 Liguria a suggerire di cercare il bambino in cunicoli o luoghi nascosti. “Ho trascorso il sabato con la famiglia. Ad Allen è stata diagnosticata una forma dello spettro autistico. Persone con queste caratteristiche si allontanano dai rumori, cercando rifugi. Soprattutto in situazioni di forte stress. Io penso che Allen sia stato salvato dalla sua patologia e che abbia trascorso 36 ore da solo, senza mangiare e senza bere. È un bambino forte. Credo sia scattato una sorta di “congelamento emotivo”, una reazione tipica dei bimbi con uno spettro autistico”, ha spiegato Ravera.
Nel frattempo, la madre del piccolo, Barbara Sadural Gano, ha detto: “Ho avuto paura di non rivederlo. Ma ora è qui, il peggio è passato. Questa disavventura ci ha fatto capire quante persone ci vogliono bene”. Ora la famiglia tornerà a Torino, dove un’intera comunità li attende.
A tal proposito, Charles Manlangit, guida della comunità filippina cattolica di Torino ha commentato: “Quando ho saputo che era stato ritrovato ho ringraziato Dio. Temevamo il peggio. Ho intenzione di incontrare la famiglia e pensare a un momento di festa, qualcosa che coinvolga tutta la comunità per celebrare insieme”, ha concluso.

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