Tra malinconia e speranza: un viaggio musicale verso la luce

mercoledì, 16 Luglio 2025
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Gilberto Mazzotti
Gilberto Mazzotti

C’è qualcosa di profondamente umano in Made in RA. First Period, il nuovo album firmato dal pianista e compositore Gilberto Mazzotti insieme al GB Project e pubblicato da AlfaMusic. Un disco che nasce a Ravenna ma che respira ben oltre i confini locali, aprendosi a influenze latine, mediterranee, africane, senza mai perdere un’identità precisa, calda, vissuta.

La scrittura di Mazzotti è una mappa emotiva, un tessuto di esperienze, incontri, radici. Ma è con Nuova vita che tutto questo si condensa in modo speciale, in quel brano che si affaccia sulle soglie del cambiamento come chi osserva un’alba dopo una notte lunga e piena. Il pezzo si apre in silenzio, quasi in punta di piedi, come se cercasse di capire dove andare. Poi cresce, respira, si distende. Non ha fretta, ma sa che il tempo sta cambiando. C’è dentro una malinconia dolce, di quelle che non fanno male ma che accompagnano, e insieme una luce che avanza, una speranza che si fa spazio tra le note.

È una rinascita musicale ed emotiva, un lasciarsi alle spalle qualcosa e aprirsi a un’altra possibilità. E da lì, da quella soglia delicata, si torna indietro e si riascolta tutto il disco con altre orecchie. Si sente meglio il dialogo fitto e rispettoso tra i musicisti, la precisione con cui ognuno sa esattamente dove entrare, dove uscire, dove lasciare spazio. Si avverte la mano esperta, la cura nel dettaglio, ma soprattutto la voglia di raccontare una storia che sia collettiva, che abbia dentro non solo tecnica ma vissuto.

Ogni brano porta con sé un colore, un umore, una direzione diversa, eppure l’album non perde mai la bussola: resta coeso, limpido, necessario. È jazz, certo, ma è anche molto altro: è una musica che conosce la tradizione ma guarda avanti, che non ha paura di aprirsi al mondo, alle contaminazioni, alle voci diverse. In un panorama jazzistico che a volte fatica a uscire da certi binari, Made in RA si distingue per apertura e coerenza, per quella capacità rara di tenere insieme rigore e libertà. Un disco che non vuole impressionare, ma toccare. E ci riesce, con una sincerità che arriva dritta, come un abbraccio inaspettato.

 

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