Come dei robot ucraini hanno costretto i russi alla resa

giovedì, 17 Luglio 2025
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Per la prima volta nella storia militare, un gruppo di soldati russi si é arreso e consegnato a dei robot kamikaze, controllati a distanza dagli ucraini.

Nel dettaglio, a guidare l’azione è stata un’unità sperimentale dell’esercito di Kiev, un gruppo di élite chiamato “Deus ex machina”, parte della terza Brigata d’Assalto.
L’episodio svoltosi l’8 e il 9 luglio nell’oblast di Kharkiv, ha segnato una nuova frontiera nell’impiego della tecnologia nei conflitti del XXI secolo, sconvolgendo gli scenari della guerra moderna. La particolarità, questa volta, risiede nella totale assenza di soldati fisicamente in prima linea nell’operazione. Secondo quanto riportato dall’esercito ucraino, infatti, l’operazione é stata interamente condotta da remoto.
Kiev aveva già tentato in passato di ottenere il controllo quell’area in maniera convenzionale, ma senza avere successo.
Stavolta, l’operazione ucraina ha visto l’impiego congiunto di droni FPV – First Person View – e di robot terrestri kamikaze, nonché piccoli veicoli cingolati, carichi di esplosivo.
Uno di questi mezzi ha colpito con precisione l’ingresso di una trincea russa, generando un danno tale che, all’approssimarsi del secondo robot terrestre, i pochi soldati superstiti hanno alzato bandiera bianca.
Nelle documentazioni foto e video diffuse sul web si scorgono i militari russi mostrare agli ucraini, che seguivano la scena da remoto, un cartello realizzato artigianalmente che citava: “Vogliamo arrenderci”.
Dopo la richiesta di resa da parte dei russi, i droni ucraini sono in entrati in azione, fungendo da “pastori tecnologici”.
I Dji Mavic – droni di fabbricazione cinese pensati per l’uso civile ma oramai utilizzati da entrambe le parti in guerra – hanno sorvegliato la scena dall’alto e condotto i prigionieri russi disarmati verso le linee ucraine, dimostrando una capacità di controllo e coordinamento del campo di battaglia. I soldati ucraini hanno spiegato che “dopo aver seguito il Mavic, i russi sono sdraiati a terra nella posa del delfino”. Solo a questo punto, é entrata in gioco la fanteria ucraina che ha messo in sicurezza la posizione conquistata.
La brigata ha fieramente sottolineato che le “posizioni che avevano resistito per due volte alle unità adiacenti sono state riconquistate dai robot della Triple attraverso azioni d’assalto pianificate con precisione”.
La durata dell’operazione? Appena un quarto d’ora.

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