Dazi e tagli UE all’agricoltura, Coldiretti alza la voce: “A rischio 770mila imprese”. Interviste a Prandini, Lollobrigida e Fitto | Video

lunedì, 21 Luglio 2025
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Una proposta senza logica economica, che mette in ginocchio centinaia di migliaia di aziende agricole italiane e rischia di compromettere la sicurezza alimentare e la coesione sociale in Europa. È durissimo il giudizio che arriva dall’Assemblea nazionale di Coldiretti, tenutasi oggi a Roma, sul nuovo quadro finanziario pluriennale 2028–2034 avanzato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Senza dimenticare la scure dei dazi di Trump che potrebbero partire il prossimo 1 agosto.

Sul banco degli imputati c’è la scelta di unificare in un fondo indistinto le risorse destinate alla Politica agricola comune (PAC) e quelle per la coesione, riducendo di fatto del 20% i sostegni all’agricoltura. A lanciare l’allarme è stato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, che ha parlato apertamente di “percorso privo di logica economica”, ricevendo l’appoggio del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e del vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto.

Dazi e tagli Ue al l’agricoltura, Prandini: “Tenerli sotto il 10% e riscrivere commissione”

Secondo le stime di Coldiretti, sarebbero oltre 770mila le imprese agricole italiane penalizzate dal nuovo assetto, che taglierebbe i fondi europei destinati anche allo sviluppo rurale, alla tutela ambientale, all’energia pulita e al presidio delle aree interne:  “Nel breve lavoreremo sul tema dei dazi in termini di interlocuzione e diplomazia – ha spiegato Prandini – ma nel medio periodo bisogna modificare radicalmente l’impianto della misura finanziaria proposta da Von der Leyen. Il passaggio al fondo unico è una scelta che va contro la storia dell’Unione, svuota di significato la PAC e crea una competizione interna insostenibile tra sistemi produttivi diversi, aggravata da una burocrazia europea che ha costi inaccettabili”.

Il presidente di Coldiretti ha ribadito che i prossimi passi consisteranno in un’intensa interlocuzione con il Parlamento europeo e con i capi di Stato riuniti nel Consiglio europeo, per riscrivere completamente la proposta: “Va respinta l’ipotesi di una nuova tassazione per le imprese con fatturato sopra i 100 milioni. Serve il coraggio di cambiare rotta”, ha aggiunto.

Quanto alla partita più urgente, quella sui dazi americani, Prandini ha sottolineato che le stime attuali indicano una potenziale perdita di 2,3 miliardi di euro per l’export italiano negli Stati Uniti, mentre con un’intesa sotto la soglia del 10% si aprirebbe uno scenario di crescita fino a 9 miliardi, con la prospettiva di fare degli USA il primo mercato per l’agroalimentare italiano. “Siamo in una fase decisiva – ha concluso – e l’Europa deve saper parlare con una sola voce, perché lo scontro commerciale danneggia tutti, non solo noi”.

Lollobrigida: “Meno astrologia e più concretezza. A giorni collegato finanziario”

Sulla stessa linea anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha partecipato ai lavori elogiando il ruolo svolto da Coldiretti. “Serve meno astrologia e più cose concrete – ha detto –. Sarà utile parlare quando le trattative sui dazi saranno concluse. Intanto noi lavoriamo: nei prossimi giorni presenteremo un collegato agricolo alla legge Finanziaria, frutto del confronto con le associazioni. Mentre altri parlano, noi siamo qui con Prandini e gli agricoltori”.

Il ministro ha criticato apertamente la proposta europea: “È un’involuzione rispetto alla visione dei padri fondatori dell’UE. La PAC è nata per garantire sicurezza alimentare, sviluppo rurale e coesione, non può essere diluita in un fondo indistinto e incerto. L’attuale proposta indebolisce l’Europa. Serve una strategia di lungo periodo, non misure dettate dal consenso immediato”.

Lollobrigida ha anche ricordato il documento condiviso dall’Italia e firmato da altre 17 nazioni, che contesta le scelte della Commissione: “Non ha senso che Bruxelles vada in una direzione diversa rispetto alla volontà espressa dai governi democraticamente eletti. Serve un ruolo più incisivo degli Stati membri”.

Ue, Fitto rassicura: “Risorse confermate”

Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, ha riconosciuto la delicatezza del momento, spiegando che il nuovo bilancio Ue prevede 294 miliardi di euro sul primo pilastro (aiuti diretti), e 87 miliardi per lo sviluppo rurale, oggi incardinati nei piani nazionali e regionali, per un totale di 781 miliardi. “La nuova architettura – ha chiarito – punta a maggiore semplificazione e flessibilità, necessarie per rispondere a sfide globali in continuo mutamento. Non possiamo più pianificare tutto sette anni prima, serve la possibilità di spostare risorse secondo gli scenari”.

Quanto alla questione dei dazi con gli Stati Uniti, Fitto ha affermato: “Sono ottimista, l’auspicio è che si trovi un’intesa nell’interesse reciproco. Se così non sarà, la Commissione europea è pronta a mettere in campo contromisure. Ma la competenza è esclusivamente europea: non ci possono essere trattative bilaterali tra singoli Stati e USA su specifici prodotti”.

Fitto ha infine rivendicato alcuni risultati ottenuti: “Siamo riusciti a garantire che una parte del fondo indistinto sia comunque destinata all’agricoltura, ma la situazione resta indeterminata e quindi non tollerabile. Capisco le preoccupazioni di Prandini e Lollobrigida. Il lavoro non è finito”, ha concluso.

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