Mistiche Ribelli: il soffio della ribellione sacra

mercoledì, 23 Luglio 2025
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C’è una tensione antica e insieme attualissima che attraversa le trame di Mistiche Ribelli, nuovo lavoro firmato da Pierangelo Pandiscia, in collaborazione con Gino Ape alla scrittura e all’interpretazione dell’Ensemble Enten Hitti, pubblicato per la Lizard Records. Un album che non si limita ad evocare sonorità del sacro, ma che affonda le sue radici in una riflessione profonda e sonora su ciò che la mistica – nelle sue molteplici tradizioni – ha rappresentato: un atto di ricerca interiore, sì, ma anche di opposizione poetica e silenziosa contro i poteri costituiti, le forme istituzionali del pensiero e le derive di una civiltà sempre più disincarnata.

Pandiscia e Ape costruiscono un viaggio sonoro che è anche viaggio spirituale, attraversando le vie del sufismo, le pieghe del pensiero esseno, le preghiere tibetane e le ombre luminose del cristianesimo medievale. Un lavoro tanto raffinato quanto coraggioso: nei testi – alcuni originali, altri rielaborati da fonti antiche come i Manoscritti del Mar Morto, Rumi, il Sutra del Cuore, la tradizione navajo – si avverte l’urgenza di una parola sacra, non dogmatica, che chiama l’ascoltatore a un ascolto trasformativo.

La scrittura musicale segue un principio modale, circolare, ciclico – come i mantra che danno titolo a molti dei brani – in cui l’idea sonora, pur essenziale, si arricchisce di volta in volta dei colori del mondo. Un minimalismo che non è freddo esercizio formale, ma tensione narrativa, orientata alla creazione di stati di presenza, di sospensione, di ascolto profondo.

Fra tutti, il brano “Mantra del Soffio” rappresenta forse il cuore vibrante del progetto. L’apertura è affidata a un mantra ritmico e melodico in cui pianoforte, violoncello e violino si intrecciano in un disegno ostinato ma fluido, quasi rituale. Le linee dell’oboe – sempre precise, mai invadenti – si inseriscono come contrappunti d’aria, mentre l’arpa celtica e la chitarra elettrica regalano inserti melodici minimi, frammenti preziosi in un tessuto sonoro che si costruisce per stratificazione e respiro. A chiudere il brano, il soffio di una conchiglia del Pacifico, suonata come un richiamo lontano, come il sigillo di un rito ancestrale.

Il testo – ispirato alla spiritualità essena – non si impone, ma accompagna. Evoca. Parla all’anima senza alzare la voce. L’effetto complessivo è quello di un’intensa bellezza, che lascia spazio al silenzio interiore e alla risonanza emotiva. “Mantra del Soffio” è esempio perfetto di quella che potremmo chiamare la cifra stilistica dell’intero album: una musica del sacro che non predica, ma accoglie, non proclama, ma suggerisce. E lo fa con una qualità sonora e una profondità artistica che sono rare nel panorama musicale attuale.

Chiude il brano – e con esso l’ascolto interiore dell’intero album – un verso che si scolpisce nella mente come un’invocazione dolce, accorata, necessaria:

“Anima della mia anima, Gemma della mia mente, So’ che sei qui, So’ che sei qui, Nel centro del mio centro, So che sei qui, Sei il continente di pace, Sei oceano senza tempeste, Sei il mio fuoco di compassione, Sei il soffio in me.”

Con Mistiche Ribelli, Pandiscia, Ape e l’ensemble Enten Hitti firmano un’opera intensa, visionaria, necessaria, in cui la ribellione più autentica si fa canto, preghiera, soffio.

 

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