Sarà presentato in anteprima internazionale mercoledì 3 settembre alle ore 14.30, presso lo Spazio Incontri dell’Hotel Excelsior, nell’ambito dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – sezione Venice Production Bridge, il cortometraggio “La luce nella crepa” di Anselma Dell’Olio, un’opera intensa e toccante che accende i riflettori sulla figura, spesso invisibile, del caregiver familiare.
Liberamente ispirato a una storia vera, il corto racconta la vicenda di Luisa, una donna che da anni ha messo in secondo piano la propria vita per prendersi cura della sorella Carla, malata di tumore al seno. Una breve vacanza alle terme, apparentemente un’occasione di sollievo, si trasforma in un percorso complesso tra ostacoli burocratici, tensioni familiari e profonde incomprensioni. Ma proprio da quel momento difficile emergerà un cambiamento: Luisa scoprirà l’importanza di lasciarsi aiutare, trovando nel gesto della sorella la forza per rimettere al centro sé stessa, l’amore e la speranza.
“C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce”, recita il sottotesto poetico dell’opera, che si fa metafora della resilienza, del legame familiare e del bisogno di riconoscimento di chi, ogni giorno, si prende cura degli altri.
Il film è interpretato da Chiara Caselli, Valeria Milillo, Francesco Foti, Lorenzo Morselli e Alex Di Giorgio, con la partecipazione amichevole della nutrizionista Anna Villarini. La sceneggiatura è firmata da Manuela Jael Procaccia, mentre la produzione è affidata a MP Film, realtà specializzata in contenuti ad alto impatto sociale, con la direzione esecutiva di Nicola Liguori e Tommaso Ranchino, alla loro quinta partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia.
“La luce nella crepa” è promosso da Salute Donna ODV, con il contributo non condizionante di Daiichi-Sankyo e AstraZeneca, in collaborazione con Terme di Sirmione, e nasce da un progetto ideato e curato da Pro Format Comunicazione.
Il cortometraggio vuole dare voce ai 7 milioni di caregiver familiari presenti in Italia, persone che ogni giorno affrontano con silenziosa dedizione la fatica dell’assistenza a un proprio caro malato o non autosufficiente. Una figura essenziale, ma ancora poco riconosciuta a livello sociale e istituzionale.
Attraverso la storia intima di due sorelle, “La luce nella crepa” restituisce dignità, visibilità e umanità a questo ruolo, trasformandolo da presenza silenziosa a protagonista di una narrazione autentica, che merita attenzione e rispetto. La partecipazione al Venice Production Bridge, sezione della Mostra dedicata alla promozione di progetti inediti, conferma l’alto valore artistico e sociale dell’opera.
Un’occasione, quella veneziana, per portare al centro del dibattito culturale un tema tanto delicato quanto urgente.



