Israele concede una pausa tattica per gli aiuti umanitari Gaza: i convogli hanno iniziato a entrare

domenica, 27 Luglio 2025
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Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno annunciato una “pausa tattica” giornaliera delle operazioni militari nella Striscia di Gaza, finalizzata a facilitare il passaggio degli aiuti umanitari. La sospensione temporanea è in vigore dalle ore 10:00 alle 20:00 (ora locale), corrispondenti alle 9:00–19:00 in Italia.

Secondo quanto riportato in un comunicato diffuso su Telegram, la misura verrà applicata quotidianamente “fino a nuovo avviso” e riguarda le aree dove l’esercito israeliano non è operativo, in particolare Al-Mawasi, Deir al-Balah e Gaza City.

Fonti egiziane, citate da media locali come Al-Qahera News, hanno riferito che i convogli umanitari hanno iniziato a entrare nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah. Il materiale trasportato comprende beni alimentari e forniture mediche.

Le autorità sanitarie locali segnalano la necessità urgente di evacuare feriti in condizioni critiche, in particolare pazienti con lesioni cerebrali e spinali o bisognosi di interventi chirurgici complessi.

Tra i materiali richiesti figurano latte terapeutico per neonati, integratori ad alto contenuto calorico, soluzioni di glucosio concentrate, alimenti terapeutici pronti, antibiotici per via endovenosa e fonti proteiche come carne, uova, latticini e zucchero.

In parallelo, l’esercito israeliano ha comunicato di aver effettuato lanci aerei di aiuti umanitari nella Striscia. I pacchi paracadutati, preparati in coordinamento con organizzazioni internazionali e sotto la supervisione del COGAT (Coordinamento delle Attività Governative nei Territori), contenevano farina, zucchero e cibo in scatola.

Fonti ospedaliere di Gaza, citate dal quotidiano Haaretz, hanno riferito che domenica mattina 38 persone sono morte nella Striscia, tra cui 24 individui che si trovavano in attesa di aiuti umanitari. L’ospedale Al-Awda, nel nord di Gaza, ha segnalato almeno 9 decessi e circa 50 feriti nei pressi del corridoio di Netzarim, nella zona centrale del territorio.

A detta del direttore generale del ministero della Salute della Striscia di Gaza controllato da Hamas, Munir Al-Barsh questa tregua potrebbe essere tutt’altro che funzionale. Difatti è stato lui stesso ad affermare che:

“Questa tregua non avrà alcun significato se non si trasformerà in una reale opportunità per salvare vite umane. Ogni ritardo si traduce in un nuovo funerale, ogni silenzio significa un altro bambino che muore tra le braccia di sua madre senza medicine né latte”.

La nave Handala, appartenente alla Freedom Flotilla Coalition, è arrivata al porto israeliano di Ashdod. A bordo si trovano diversi attivisti, tra cui alcuni cittadini italiani. L’ambasciata italiana a Tel Aviv ha comunicato che fornirà assistenza consolare ai connazionali presenti, tra cui il professore Antonio Mazzeo.

Il fermo dell’imbarcazione è avvenuto in un momento di forte attenzione internazionale sulla crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza. Secondo diverse organizzazioni, le restrizioni imposte da Israele sugli aiuti stanno aggravando la situazione, con un incremento del rischio di fame nella popolazione.

L’organizzazione per i diritti civili Adalah ha rilasciato una dichiarazione in cui contesta la legalità dell’azione israeliana. Secondo Adalah, la Handala non avrebbe mai varcato le acque territoriali israeliane e stava invece navigando verso quelle dello Stato di Palestina, come riconosciute dal diritto internazionale. La stessa organizzazione sostiene che Israele «non possiede alcuna giurisdizione legale né autorità sulle acque internazionali attraversate dalla nave».

L’intervento nei confronti della Handala si inserisce nel contesto delle crescenti critiche rivolte a Israele da parte della comunità internazionale per l’accesso limitato agli aiuti umanitari destinati a Gaza, tema che continua a generare forti reazioni diplomatiche e richieste di intervento.

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