Gaza altri 43 morti oggi. Tajani: “Su riconoscimento Palestina questione di tempi”, ma Parolin lo smentisce | Video

lunedì, 28 Luglio 2025
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Non si ferma la strage nella Striscia di Gaza. Secondo fonti ospedaliere riportate da Al Jazeera, oggi almeno 43 palestinesi sono stati uccisi in diversi attacchi israeliani condotti su tutto il territorio. Tra le vittime ci sono anche nove persone colpite mentre erano in attesa di aiuti umanitari. La Difesa civile palestinese, amministrata da Hamas, ha confermato nelle ore precedenti 16 morti, tra cui una donna incinta, uccisa in un raid notturno su al Mawasi. I medici sono riusciti a salvare il neonato con un cesareo d’urgenza in un ospedale da campo. Altri civili sono rimasti uccisi in attacchi a Khan Younis, Gaza City e nel centro della Striscia.

Gaza, Tajani: “Su Palestina questione di tempi, ex ambasciatori parlano solo ora”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condannato con forza l’aggravarsi della situazione nella Striscia: “È inaccettabile quanto sta accadendo a Gaza”, ha dichiarato in una conferenza stampa, sottolineando la necessità di garantire tregue e corridoi umanitari. “Anche oggi – ha aggiunto – ho parlato con il ministro degli Esteri israeliano per chiedere il cessate il fuoco. Continueremo a inviare aiuti umanitari attraverso il progetto Food for Gaza, che resta una priorità per l’Italia”.

Sul tema del riconoscimento dello Stato di Palestina, Tajani ha chiarito la posizione del governo italiano: “Siamo favorevoli, ma è una questione di tempi, non di principio. Molti ex ambasciatori si esprimono solo ora, ma il governo agisce con equilibrio”. Per poi smentire le voci circa a nuove forniture militari e tecnologiche dell’Italia a Israele: “Tutto è fermo dopo il 7 ottobre”.

Parolin non è d’accordo: “Due Stati unica via. Non è prematuro riconoscere la Palestina”

Il segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Parolin è intervenuto con chiarezza sulla prospettiva del riconoscimento dello Stato di Palestina, alla luce anche dell’annuncio del presidente francese Emmanuel Macron di procedere a settembre davanti all’ONU. “La soluzione passa attraverso due Stati autonomi, vicini, in pace e sicurezza. Non è prematuro parlare di riconoscimento”, ha dichiarato a margine dell’apertura della settimana del Giubileo dei Giovani. Il porporato ha poi denunciato la crescente difficoltà nel raggiungere questo obiettivo, aggravata dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania. La Santa Sede – ha ricordato – ha già riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina attraverso un accordo globale siglato nel 2015 e in vigore dal gennaio 2016.

Parolin ha anche commentato il bombardamento del 17 luglio sulla chiesa cattolica della Sacra Famiglia a Gaza, che ha provocato tre morti e dieci feriti. L’attacco, secondo Israele, sarebbe frutto di un malinteso: “Non abbiamo potuto condurre indagini indipendenti, ma è chiaro che errori simili si stanno ripetendo troppo spesso. Tocca a Israele evitarli”. Ancora più dura la condanna per la situazione umanitaria: “A Gaza la fame è diventata un’arma. Spero che arrivino aiuti. È una crisi insostenibile, una delle più gravi del nostro tempo”.

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