Simona Cinà morta a Bagheria, Palermo sotto shock: ipotesi droga involontaria, giallo per 50’ di vuoto | Video

lunedì, 4 Agosto 2025
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Si infittisce il mistero attorno alla tragica morte di Simona Cinà, la ventunenne pallavolista originaria di Capaci (Palermo) ritrovata senza vita nella piscina di una villa a Bagheria, dove si stava celebrando una festa di laurea. La città segue con crescente apprensione le indagini, mentre la famiglia della giovane continua a chiedere verità e non crede all’ipotesi dell’incidente.

Simona Cinà morta a Bagheria, i familiari: “Vogliamo la verità”, ipotesi droga nel bicchiere

 

Un dolore incredibile per la famiglia che chiede giustizia: “Era una brava ragazza, solare, studiava, amava lo sport e la conoscevano tutti. Portava sempre a termine i suoi traguardi. Perché? Cosa è successo? Perché è morta in una festa? Vogliamo solo sapere cosa è successo a nostra figlia. Vogliamo solo chiarezza. Esigiamo sapere cosa le è successo”. Dai primi accertamenti è emerso che Simona, descritta da amici e parenti come una ragazza salutista e attenta alla salute,  si sottoponeva regolarmente a controlli medici, anche per esigenze legate all’attività sportiva:  “Non avrebbe mai assunto droga volontariamente”, spiegano i fratelli che trovano un’altra ipotesi “Forse qualcuno ha messo qualcosa nel suo bicchiere”. Di certo è che nei video in cui è stata ritratta durante la festa balla ride ed è in perfetta salute per questo anche gli inquirenti non escludono l’ipotesi avanzata dalla famiglia: tra le piste al vaglio, c’è proprio quella di un possibile malore provocato da una sostanza stupefacente assunta ad insaputa della giovane .

50’ di buco e il giallo “risolto” dei vestiti scomparsi

Tra i punti oscuri della vicenda c’è lo stato della piscina dove è stato rinvenuto il corpo: perfettamente pulita, con solo alcune bottiglie d’acqua nei paraggi. La famiglia è convinta che Simona non possa essere annegata accidentalmente: “Era un pesce in acqua”, affermano i suoi cari, sottolineando come sapesse nuotare benissimo.

A rendere ancora più inquietante il quadro, la scomparsa degli abiti della ragazza. “Abbiamo trovato solo le scarpe”, raccontano i fratelli, che parlano anche di un braccialetto, a cui Simona teneva molto, ritrovato nella borsa come segno che “fosse perfettamente lucida”. Gli investigatori hanno confermato che gli effetti personali, inclusi abiti e telefono, sono sotto analisi e verranno restituiti alla famiglia solo al termine degli esami di laboratorio.

L’unico momento certo è documentato da alcuni video: Simona balla con il sorriso sulle labbra, apparentemente sobria e in ottima forma, pochi istanti prima della tragedia alle 3:20, alle 4:10 del mattino scatta la chiamata al 112. Ma cosa sia accaduto nei 50 minuti precedenti resta ancora avvolto nel mistero.

Autopsia e interrogatori

L’autopsia, prevista per il 5 agosto, potrebbe offrire le prime risposte. Il fascicolo aperto in procura è al momento per omicidio colposo a carico di ignoti, ma si tratta di un’ipotesi provvisoria in attesa dei risultati dell’esame autoptico e dei test tossicologici. Solo l’eventuale presenza di acqua nei polmoni potrà chiarire se Simona Cinà sia morta per annegamento o se, invece, abbia avuto un malore prima di finire in piscina. Intanto continuano gli interrogatori dei presenti per cercare di carpire informazioni utili alle indagini.

La villa dove si è svolta la festa non è stata posta sotto sequestro: per ora la priorità degli inquirenti è far luce sulle cause esatte del decesso, ascoltando i testimoni presenti e ricostruendo minuto per minuto l’ultima notte di Simona Cinà a Bagheria.

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