Tavolo per il Vino a Palazzo Chigi, c’è anche Meloni. Prandini: “Obiettivo dazi 0 come per i superalcolici”, le interviste alle sigle del settore | Video

lunedì, 4 Agosto 2025
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Il settore del vino italiano rischia di essere uno dei più colpiti dai dazi di Trump, anche perché nell’accordo siglato dall’UE c’è l’esenzione solo per i superalcolici il che taglierebbe i vini made in italy (si salverebbero dalla scure soltanto quelli sopra i 15 di gradazione alcolica). Un momento delicato che il governo sta vivendo al fianco del settore, come dimostra il tavolo convocato quest’oggi a Palazzo Chigi.

Governo e filiera del vino si sono seduti allo stesso tavolo per affrontare le criticità del comparto: dai dazi Usa alla crisi dei consumi, fino alla comunicazione pubblica. Un tavolo convocato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, con la partecipazione del ministro delle Imprese Adolfo Urso, del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e, a sorpresa, anche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Tavolo vino a Palazzo Chigi, le interviste alle sigle di settore

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha accolto con favore la presenza della premier Meloni, che “Dimostra un’attenzione concreta a un comparto strategico per l’intera filiera agroalimentare italiana, ambasciatore del nostro Paese nel mondo”. Per Prandini, la crisi non è solo legata ai dazi, ma anche all’aumento dell’offerta globale: “In tutto il mondo si produce molto di più. Serve una strategia-Paese”. L’obiettivo è chiaro: “Investire sul posizionamento del prodotto a livello internazionale, creare cultura, consapevolezza, e comunicare meglio anche all’interno del nostro Paese, dove si consuma sempre meno vino”.
Prandini ha ribadito la necessità di “riattivare strumenti come la distillazione di crisi per alleggerire le cantine” e ha chiesto “dazi zero in uscita e in entrata, come per i superalcolici americani”. Una linea su cui, secondo Coldiretti, il governo starebbe già lavorando tramite una trattativa aperta con gli Stati Uniti a livello europeo.
Sul tema della comunicazione è intervenuta anche Federvini, accogliendo con favore “l’avvio di un percorso strategico congiunto tra il Governo e le rappresentanze della filiera per definire una campagna di comunicazione istituzionale sul vino”. In un contesto segnato da “approcci semplificatori e spinte proibizioniste”, l’obiettivo è restituire al vino la sua dimensione autentica: “Un bene culturale, simbolo dell’identità italiana, espressione del territorio e della civiltà millenaria del bere consapevole”.
“Il vino italiano non è un artefatto di consumo: è un codice culturale, un archivio vivente del nostro paesaggio, del nostro lavoro e del nostro tempo”, ha dichiarato il Cavaliere del Lavoro Prof. Piero Mastroberardino, vicepresidente di Federvini e coordinatore del Tavolo della Filiera del Vino. “Serve un’azione collettiva che riaffermi la pluralità di significati del vino, al di là della reductio ad unum che lo dipinge in modo ideologico”.
Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi ed enologo di fama internazionale, ha definito “propedeutico” l’impegno del ministro Lollobrigida: “Sempre pronto a raccogliere le nostre istanze, a studiare le problematiche e molte volte anche a trovare soluzioni”. Per Cotarella, la crisi attuale “è dovuta a mille fattori, non a un solo elemento. Ma il vino non ha mai ceduto a nessuna crisi, né umana né naturale. Si tratta di riarmarci e mettere a posto le cose”. Quanto ai dazi americani, ha dichiarato: “Ci preoccupano, ma non più di altri fattori. Sono talmente impropri, sbagliati…”, ha sottolineato ribadendo l’importanza di interventi da parte del governo.

Federvini ha ringraziato la premier Meloni, i ministri Lollobrigida e Urso e il sottosegretario Gemmato per “l’ascolto e la visione condivisa”, e ha confermato il proprio impegno nel Tavolo della Filiera per contribuire a una narrazione fondata su educazione al consumo responsabile, dieta mediterranea e valorizzazione economica, sociale e culturale. L’incontro ha riunito l’intera filiera vitivinicola italiana, con la partecipazione di Federvini, Unione Italiana Vini (Uiv), Assoenologi, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Coldiretti, Copagri e Fedagripesca.

Un futuro quello del vino ancora tutto da scrivere, con la certezza che per il momento la trattativa per i dazi portata avanti dall’Ue non ha di certo favorito l’Italia e le sue eccellenze. La partita però è ancora tutta da giocare.

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