Gaza, Israele pronto all’occupazione. Tajani: “Grave errore”, le reazioni della politica | Video

martedì, 5 Agosto 2025
7 minuti di lettura

Israele si prepara a occupare militarmente la Striscia di Gaza. In un video diffuso dal suo ufficio, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato: “C’è ancora bisogno di completare la sconfitta del nemico, di liberare tutti i nostri ostaggi e di garantire che non rappresenti più una minaccia per Israele”. Le parole sono arrivate durante un incontro con giovani reclute al Bakum, la base di arruolamento delle Forze di difesa israeliane (IDF). Netanyahu ha elogiato il ruolo del Corpo corazzato e del Genio militare per aver “operato in modo eccezionale in questa guerra”, sottolineando che “queste due forze sono quelle che ci hanno portato le grandi vittorie ottenute finora”.

Il premier ha ribadito che “non rinunceremo a nessuna di queste missioni. Le porteremo a termine insieme grazie al grande sacrificio dei nostri soldati e delle nostre soldatesse”. Infine, ha evidenziato “un enorme aumento del numero di donne che si offrono volontarie per ruoli di combattimento” e che “vengono arruolate più truppe che mai”. Intanto la notizia della possibile occupazione di Gaza ha catalizzato l’attenzione politica anche in Italia, Lo Speciale ha raccolto le interviste da Montecitorio. 

Israele pronto ad occupare Gaza, le parole di Tajani 

Antonio Tajani ha definito “un errore grave” la prospettiva di un’occupazione militare di Gaza annunciata da Netanyahu: “Non credo che la risposta giusta sia invadere Gaza”, ha affermato entrando a Montecitorio, avvertendo del rischio di “altri morti, inaccettabile”. Il ministro ha ribadito che l’Italia condanna l’escalation militare e lavora per una soluzione politica: “Invadere Gaza è un errore. È stato un errore clamoroso anche sparare contro una chiesa a Gaza poco dopo la visita di autorità cristiane in Cisgiordania. Cancellare i cristiani dalla Palestina significa fare un grande regalo ad Hamas, perché i cristiani sono un elemento di equilibrio”. 

Tajani ha poi elencato gli sforzi umanitari italiani: “Sono già state acquistate dal Programma alimentare mondiale 400-500 tonnellate di farina che entreranno via terra. Continuano i lanci di beni alimentari con gli aerei emiratini, e presto partiranno anche i lanci dell’Aeronautica militare italiana”. In arrivo in Italia anche 50 palestinesi, tra cui 20 bambini, che saranno curati negli ospedali italiani insieme ai familiari: “Li accoglieremo prima di Ferragosto”. 

Sul riconoscimento dello Stato di Palestina, Tajani ha chiarito: “Siamo favorevoli, ma uno Stato prima va costruito. Senza i requisiti fondamentali, non possiamo riconoscerlo. Basta leggere le prime tre pagine di diritto costituzionale per capire che non ci sono ancora gli elementi fondamentali. Lo Stato palestinese va costruito, non solo riconosciuto a parole”. L’Italia, ha aggiunto, mantiene rapporti con l’Autorità Nazionale Palestinese, che ha già una rappresentanza diplomatica a Roma. 

A settembre è attesa a Roma una visita del ministro degli Esteri dell’ANP, su invito dello stesso Tajani: “Stiamo facendo tutto ciò che è possibile. Siamo il paese al mondo che ha accolto il maggior numero di rifugiati da Gaza nel proprio territorio nazionale. Continuiamo a farlo ogni giorno per far venire bambini e famiglie palestinesi in Italia. Abbiamo fatto venire anche studentesse, medici. E questa non è solo un’operazione umanitaria, è un’operazione politica”.

 Il ministro ha poi ribadito la disponibilità dell’Italia a inviare truppe sotto l’egida ONU in una missione a guida araba: “È l’unico percorso possibile, quello proposto dall’Egitto e sostenuto dai Paesi arabi. Ne ho parlato in numerosi vertici con i ministri degli esteri arabi”. Tajani ha infine condannato Hamas: “Sta cercando di alzare il prezzo politico tenendo in ostaggio civili, sperando di ottenere qualcosa. Ma così ottiene solo la morte di altri palestinesi. Deve liberare subito tutti i prigionieri. È un’organizzazione terroristica e criminale, e non può continuare a usare la popolazione palestinese come scudo umano. Israele, dal canto suo, non deve cadere nella trappola di Hamas. Basta bombardamenti, basta invasioni, basta guerra. Il popolo palestinese è la vera vittima innocente di questa guerra orribile”.

Le parole di Lupi, Barelli, Donzelli, Gasparri, Romeo e Misiani sull’occupazione militare di Gaza

Maurizio Lupi sulla possibile occupazione di Gaza da parte di Israele  ha risposto: “La posizione che in queste settimane, in questi mesi ha tenuto l’Italia è sempre chiara: siamo amici di Israele, ma su Gaza devono smettere i bombardamenti, devono smettere la strage di civili e di bambini. Far entrare gli aiuti umanitari. E certamente questa invasione non va nella direzione chiesta dall’Italia e da tutto l’Occidente”. A chi chiedeva cosa fare se Israele proseguisse comunque, Lupi ha aggiunto: “Ci auguriamo che Israele non vada in quella direzione. Anche perché ricordiamo che Israele è una democrazia. Le democrazie, al proprio interno, hanno una regola fondamentale: quella dell’opinione pubblica e quella della possibilità che le opposizioni possano farsi sentire. Intanto tutto l’Occidente deve avere una posizione unitaria proprio perché è amico di Israele, per far comprendere che questa è una scelta che non aiuta neanche nella liberazione degli ostaggi”.

Paolo Barelli ha ribadito la linea di Forza Italia: “L’Italia è stata molto chiara bisogna assolutamente interrompere questa guerra. Ma dall’altra parte Hamas deve assolutamente abbandonare queste modalità terroristiche, con la tenuta degli ostaggi in condizioni drammatiche. Quindi la situazione è in evoluzione. E poi vediamo quale sarà effettivamente la posizione degli Stati Uniti”. Sulla richiesta di Edith Bruck, reduce della Shoah di riconoscere lo Stato di Palestina: “Il tema non è quello di riconoscere. Il tema è quello di fare, di interrompere questa guerra. Ma in maniera molto chiara: i terroristi devono andar via e devono essere assolutamente sconfitti ed eliminati, perché sono loro la causa di questa guerra. Quindi, al di là delle dichiarazioni politiche e d’intenti, occorre in maniera realistica giungere alla fine del terrorismo all’interno della Striscia di Gaza”.

Giovanni Donzelli di Fratelli D’Italia interrogato sul tema da Lo Speciale  ha risposto: “Con i se non si costruiscono le ipotesi. Dal 7 ottobre è nata una guerra brutta, che prima finisce meglio è. Dobbiamo arrivare il prima possibile alla sicurezza di Israele e al tempo stesso anche alla sicurezza del popolo palestinese. Il popolo palestinese deve poter vivere tranquillo, senza né ovviamente le bombe di Israele, ma senza nemmeno l’oppressione di Hamas. E quindi l’obiettivo deve essere quello: due popoli, due Stati in libertà e in sicurezza reciproca”. Alla domanda se il governo sia pronto a condannare un’eventuale occupazione militare, Donzelli ha risposto: “Ripeto che con  i se e con i ma non si fa niente. L’invasione militare non c’è. C’è una guerra, nata dai vergognosi attacchi del 7 ottobre. Ci sono dei prigionieri tenuti in mano da Hamas. C’è il popolo palestinese tenuto affamato da Hamas, che sequestra i carichi di aiuti internazionali. E ci sono degli attacchi anche contro i civili da parte di Israele. È una brutta guerra. È necessario non fare i tifosi sui se stessi, ma è necessario lavorare per la pace, dialogare con le nazioni arabe moderate, portare gli aiuti come sta facendo il governo italiano e dare una mano ai civili come sta facendo il governo italiano. Troppe volte si prova a giocare in Italia a cosa si può dire per attaccare la Meloni. Ecco invece cosa si può dire per essere orgogliosi dell’Italia. L’Italia è la nazione che aiuta maggiormente il popolo palestinese nella Striscia di Gaza”.

Maurizio Gasparri ha ribadito: “Io ho visto l’immagine di un ebreo che si scava la fossa a Gaza e vedo pochi commenti, poche reazioni a queste efferatezze. E ho visto che la Francia ha scoperto che per riconoscere la Palestina bisogna che non ci sia Hamas. Macron aveva detto: ‘Riconosciamo la Palestina’. Poi però ha ritrattato: ‘Se ne deve andare via Hamas e va disarmata’. Se non ci fosse Hamas sarebbe un altro mondo, e quindi si potrebbe riconoscere uno Stato democratico, non guidato da terroristi. La Lega Araba nei giorni scorsi ha detto che Hamas è incompatibile con un’idea di Stato palestinese. La Lega Araba, di cui fanno parte i Paesi arabi. C’è un pregiudizio antisemita nei canali comunicativi che fa trascurare ogni notizia che fa emergere le buone ragioni di Israele e fa emergere invece quelle negative. Perché anche Israele, ovviamente, ha una reazione – l’abbiamo detto più volte – sproporzionata, che deve cessare. Abbiamo chiesto il cessate il fuoco a Gaza. Però io vedo ebrei che si scavano la fossa, prigionieri con scarsa reazione, e la Lega Araba che condanna Hamas. E Macron che ci ha ripensato: ha detto ‘no, se c’è Hamas… porca miseria, non si può riconoscere Hamas, quindi…’”.

Poi incalzato da Lo Speciale su Edith Bruck  che ha detto di riconoscere lo Stato di Palestina spiega: “Chiunque dice di riconoscere uno Stato guidato da Hamas è uno che dice cose inaccettabili. Può essere cattolico, ebreo, campogalliano, di Vetralla, di qualsiasi posto: uno Stato guidato da una setta di terroristi non può essere riconosciuto. Il popolo palestinese deve ribellarsi, cacciare questi assassini fondamentalisti armati dall’Iran. Lei riconoscerebbe una setta di terroristi? Ho capito che cosa vuol dire. Cioè studiate, riflettete. Macron ci ha messo qualche settimana. Lei, dopo la mia spiegazione, ci mette un secondo. Un conto sono i palestinesi e un eventuale Stato palestinese democratico, con elezioni, con un governo scelto dai cittadini. Un conto è Hamas, che è una setta di terroristi. Una setta di terroristi non si può riconoscere come uno Stato”.

Massimiliano Romeo della Lega ha dichiarato: “Vediamo se arriverà. Il governo si attiverà a livello internazionale con gli attori – Stati Uniti, Europa – per capire il da farsi. Sappiamo benissimo che solo muovendoci insieme possiamo intervenire per fare in modo che finalmente si riesca a trovare una soluzione. Chiaro che è tutto molto complicato, però non aspettiamo a letto: capire bene il governo come si muoverà”.

Antonio Misiani, del Partito Democratico, ha condannato con fermezza quanto sta accadendo: “È una scelta assolutamente inaccettabile, che rischia di aggravare ulteriormente una situazione insostenibile. È in atto un massacro, ci sono persone che muoiono di fame. È una situazione intollerabile, innanzitutto dal punto di vista umanitario. Se venisse confermata la decisione di occupare tutta Gaza da parte degli israeliani, dovrebbe essere condannata dalla comunità internazionale”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.