Eccoci arrivati al diciottesimo Arcano Maggiore: La Luna. Uno dei più ricchi, complessi e ambigui dell’intera serie.
L’azzurro satellite che da sempre accompagna le nostre notti e i nostri sogni, appare di profilo, circondato una pioggia di gocce. Sotto di lui il piano terreno è rappresentato da una vasta distesa deserta fiancheggiata da due torri – gli edifici dell’Ego degli umani, ciò che durante la vita erigiamo a baluardo di quello che abbiamo appreso e che vogliamo difendere.
Due cani solitari ululano nel silenzio fitto della notte, e le fanno da guardiani. Il colore predominante di questo Arcano è l’azzurro intenso – colore che si accompagna all’idea di ricettività.
La Luna in effetti domina incontrastata su tutte quelle contrade del nostro vivere che, per tradizione, da sempre sono giurisdizione della Donna. La maternità (come fioritura segreta nel grembo), la connessione magica con la parte non svelata dell’Universo, i sogni, i misteri, la preveggenza, il pensiero analogico.
Il pallido astro sembra specchiarsi in un largo stagno sottostante, che un enorme granchio ( o forse un gambero) ripulisce lentamente ma sistematicamente dalle scorie del passato. La Luna è la grande depositaria e dispensatrice dell’energia yin. La sua è una forza potentemente attrattiva e assorbente, per nulla estroversa né emanatrice. Suo è il dominio della notte e dei miraggi. Di notte infatti i profili delle cose appaiono diversi, e spesso ingannatori.
Ecco quindi che può parlarci di una mente estremamente permeabile, suggestionabile, accessibile in egual misura alle estasi e agli smarrimenti. Fino ad arrivare a stati erratici, a squilibri dovuti a questo surplus di recettività.
Una tra le più interessanti declinazioni di questo arcano dalla complessa simbologìa la troviamo nel Deck “Apokalypsis tarot” di Dunne e Huggens. Eccovela:
Qui della Luna viene rilevato uno degli aspetti più potenti: quello relativo all’antichissima dea Ecate. Divinità oltremodo interessante, capace com’era di viaggiare a suo piacimento tra il mondo dei terrestri, quello degli animali e il Regno dei Morti. A lei si attribuiva la funzione di guidare le anime dei defunti nel loro viaggio nell’aldilà. Ecco perché nella carta è rappresentata con una torcia in mano, a rischiarare le tenebre. Con vistosa ellissi temporale, nel mondo d’oggi questo Arcano è riferito, anche, alle nostre tenebre individuali: l’inconscio. Così vasto, ricco e disseminato di mine, se trascuriamo, in qualche modo, di esplorarlo.
È anche fortemente connessa al passato, come il Segno astrologico a lei correlato: il Cancro. Inoltre, data la sua forte capacità attrattiva, il suo magnetismo – è la Luna che presiede i cicli delle alte e basse maree, ricordiamolo – ha anche un significato di moltiplicazione, di folla. Può alludere, quindi, a un forte ascendente esercitato dal consultante sulle masse.
Ma veniamo ai significati divinatori dell’Arcano XVIII.
Se in posizione Luce, e riferito ai piani pià strettamente fisici – professione, finanze, stato psicofisico del consultante, indica successo ed espansione in tutte le attività a stretto contatto col pubblico, o in quelle che hanno a che fare con l’infanzia. Per professioni legate al pubblico ovviamente non intendiamo parlare solo di influencer o di rapper di successo. Ogni occupazione che ha a che fare con posti di ristoro, bar, ristoranti è ben rappresentata da questa carta. Come pure le terapie infantili, l’assistenza a donne e bambini bisognosi, o un semplice asilo nido. Ha anche attinenza con professioni legate all’acqua. La pesca, per esempio. E anche l’idraulica.
Finanziariamente è molto propizia alle operazioni immobiliari e alle professioni in qualche modo legate alla casa.
Circa lo stato psicofisico, indica buon funzionamento dell’apparato digerente e dell’apparato genitale. Alle donne in attesa annuncia buon esito della gravidanza.
Sul piano affettivo parla di amori esagerati, un po’ folli, romanzeschi. Se riferita più semplicemente alla famiglia, annuncia nuove gravidanze, allargamento della casa vuoi per ristrutturazione, vuoi per trasloco in dimora più ampia e confortevole.
In posizione Ombra è carta che annuncia inquietudini. In generale, può parlare di inganni, di persone non affidabili o comunque reticenti che circondano il consultante. E parla anche di suoi turbamenti psichici: ansia, depressione, pesante attaccamento al passato. Diciamo che si va dalle lievi incertezze circa come comportarsi, a veri e propri annebbiamenti, fino – nei casi estremi e ovviamente se circondata da altre carte pesanti – a parlarci di veri e propri squilibri, di ossessioni, di attacchi maniacali.
Nei Revival Art Tarot, la bella fanciulla che contempla la luna pare metterci in guardia contro l’esagerato fantasticare, alla luce incerta e seduttiva del nostro bell’astro notturno. Sognare è bello, quando ha come esito la fioritura solare.
Ma scansare il ciclo vitale che va dal seme onirico/mentale alla manifestazione luminosa della cosa desiderata, può risultare sterile e depauperante.
Lo stesso messaggio, anche se in toni più dolci e seduttivi, lo veicola l’Arcano XVIII nel mazzo dei Black Cat. Il Gatto Bianco/Luna verso il quale il gattino nero protende il suo musetto estasiato è senz’altro molto affascinante. Ma i lacci al quale il micetto e’ aggiogato parlano anche di sudditanza, di sacrificio, e del pericolo di rimanere imprigionati nello splendore di quell’apparizione fantasmagorica, destinata a svanire alla prossima alba.







