Mattatore, professionista impeccabile, maestro per le generazioni di presentatori che lo hanno seguito, talent scout e instancabile lavoratore, questo e altro è stato Pippo Baudo. Nel corso della sua lunga carriera di presentatore è stato lui stesso. Adatta di molti addetti ai lavori: la televisione italiana. Molte in queste ore dopo il suo decesso, sono le frasi, i ricordi e i commenti di commiato che lo vedono al centro dello show biz come indimenticabile monumento della tv nazionale. Tutti vantano di aver lavorato con Baudo almeno per qualche periodo e di aver imparato da lui l’arte di saper fare tv e il lavoro meticoloso e impeccabile nel piccolo schermo. Garbato, sagace ironico e gigione a Pippo si è voluto bene come alla stessa tv che lui ha insegnato e ha fatto conoscere al suo amato pubblico dagli anni 60 in poi, a lui va il merito di aver fatto parte insieme ad altri giganti della storia del varietà della Rai. Classe 1936, una carriera lunghissima da protagonista, premiata con l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il massimo riconoscimento, che il Presidente Sergio Mattarella gli ha consegnato al Quirinale qualche anno fa, il 22 settembre 2021. Ottantanove anni e tanti record, come quello storico di aver condotto 13 festival di Sanremo, di cui ben cinque consecutivi (dal 1992 al 1996) come l’altra leggenda Mike Bongiorno e come lo stesso Amadeus. Ma la trasmissione che lo ha visto cavalcare su tutte l’onda della notorietà inventata di sana pianta da lui e da un team di eccellenti autori è stata senza dubbio la prima serata più acclamata a cavallo degli anni ’70 e ’80: Fantastico. Contenitore di varietà pieno di musica e intrattenimento, lui stesso scoprì la stessa Heather Parisi ballerina statunitense che affiancò Baudo per le prime edizioni e rimasta nell’immaginario collettivo con i suoi gran battane nelle sigle coreografate da Franco Miseria sulle hit che hanno segnato intere generazioni da “Disco Bambina” a “Cicale”. Baudo era anche l’ancor man più intellettuale quello dei primi programmi di approfondimento in prima serata come il fortunato “Novecento” a cavallo tra gli anni ’90 e 2000 che faceva informazione e varietà insieme e che lo vedeva combattere con le dure leggi del palinsesto e dei serrati tempi televisivi. Celebri le “sfumate” alla fine del programma da parte di un rampantissimo Bruno Vespa con il suo programma e le riunioni prima della diretta di Baudo e i suoi per studiare una scaletta ad effetto condensata nella prima ora di programma. E se la frase: “l’ho inventato io” era il suo motto, possiamo dire che le leggi dello share quello televisivo che dalle dirette in prime time ad effetto con ospiti e notizie bomba lo ha inventato e coniat proprio lui. Di Baudo restera’ il sauvoir faire con tutti gli ospiti invitati ai suoi programmi di punta. Aveva sempre una frase giusta per tutti e su quel palco in diretta sapeva mettere tutti a proprio agio. Pippo era a casa, poteva trasmettere da un piccolo salotto, dallo studio del Delle Vittorie o dal palco dell’Ariston, l’aplomb e il suo stile in tv hanno fatto la storia della televisione di tutti i tempi.



