Accordo dazi Usa – Ue, quali sono le tariffe? Tutti i dettagli e le reazioni

giovedì, 21 Agosto 2025
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Un tetto tariffario del 15% sulle esportazioni europee verso gli Stati Uniti, che colpisce settori chiave come auto, farmaci e semiconduttori, ma con alcune esenzioni strategiche per l’accordo definitivo sui dazi tra Usa e Ue. È questo il cuore della dichiarazione congiunta siglata da Unione Europea e Washington, che istituisce un quadro per un commercio transatlantico definito “equo ed equilibrato” dai negoziatori.

Accordo dazi Usa – Ue, quali sono le tariffe? 15% con poche esenzioni

L’intesa, formalizzata dopo il vertice di fine luglio tra la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente Donald Trump, segna un passaggio cruciale nei rapporti economici tra le due sponde dell’Atlantico, evitando lo spettro di una guerra commerciale. Secondo quanto stabilito, il massimale tariffario sarà applicato alla “stragrande maggioranza” dei prodotti europei, inclusi auto, farmaceutici e componentistica tecnologica. Contestualmente, l’Ue ha avviato procedure di riduzione dei dazi su beni americani, in un quadro di reciprocità. Esenzioni importanti riguardano l’aeronautica, i farmaci generici e il sughero, mentre restano in sospeso i capitoli su acciaio e alluminio, ancora soggetti a tariffe del 50%.

Per l’export italiano l’effetto non sarà trascurabile. Una stima del Centro studi di Unimpresa calcola un impatto compreso tra i 7 e gli 8 miliardi di euro l’anno, a fronte di esportazioni verso gli Stati Uniti che oscillano tra i 66 e i 70 miliardi. I comparti più penalizzati sarebbero meccanica e macchinari industriali (fino a 2 miliardi), chimica e farmaceutica (1,7 miliardi), moda e pelletteria (1,1 miliardi), agroalimentare (0,9 miliardi), mezzi di trasporto (0,8 miliardi) e beni di lusso come occhiali, arredo e gioielli (0,6 miliardi).

“È una sfida impegnativa, ma non insostenibile”, spiega Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa, che intravede la possibilità per il sistema produttivo italiano di contenere l’urto grazie a strategie di efficienza, diversificazione geografica e sostegno pubblico mirato.

Ue soddisfatta dell’accordo “Miglior intesa possibile”

Da Bruxelles il commento è improntato all’ottimismo. Von der Leyen, in un post su X, ha sottolineato che l’Ue è “l’unico partner al mondo con un tetto tariffario onnicomprensivo” e che l’accordo garantisce condizioni competitive agli esportatori europei. “Milioni di posti di lavoro sono tutelati – ha dichiarato – e le relazioni transatlantiche escono rafforzate”. La presidente ha anche rimarcato l’impegno congiunto a negoziare ulteriori riduzioni tariffarie nei prossimi mesi, con particolare attenzione a settori sensibili come quello agroalimentare.

La posizione del Governo Meloni: “Quadro chiaro”

Palazzo Chigi ha accolto con favore l’intesa, definendola un “quadro chiaro per il mondo imprenditoriale” e un risultato che ha evitato lo scenario peggiore di una guerra commerciale. La nota diffusa dal governo mette in evidenza “il carattere onnicomprensivo della tariffa orizzontale del 15%” e l’esenzione ottenuta per comparti cruciali come aeronautica e farmaci generici. L’Italia, ha assicurato l’esecutivo, si impegnerà affinché nelle prossime fasi del negoziato vengano estese le esenzioni anche al settore agroalimentare, e ha ribadito la priorità di raggiungere un accordo specifico su acciaio e alluminio.

Le critiche delle opposizioni

Se da Bruxelles e da Palazzo Chigi il giudizio appare positivo, ben diverso è il coro delle opposizioni italiane. Per Angelo Bonelli (AVS – Europa Verde) si tratta di “un colpo durissimo al cuore del nostro export”, in particolare per vino e prodotti enogastronomici, con rischi stimati fino a 23 miliardi di perdite e 100mila posti di lavoro in bilico.

Dura anche l’eurodeputata dem Camilla Laureti, che parla di “pantomima” e di conseguenze “devastanti per il Made in Italy”, mentre Mario Turco (M5s) definisce l’intesa “una resa agli interessi di Trump” che potrebbe costare all’Europa oltre 40 miliardi di euro l’anno, con 6-7 miliardi di maggiori oneri solo per l’Italia. “Meloni prometteva un’Italia protagonista – ha attaccato – ma raccogliamo un accordo al ribasso che mette un cappio al collo alla nostra economia”.

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