Guerra a Gaza raid sull’ospedale Nasser: 20 morti, 5 giornalisti. Tajani: “Difendere libertà di stampa” | Video

lunedì, 25 Agosto 2025
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Nuovo bagno di sangue a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza dove i missili della guerra hanno compiuto un crimine atroce. Un raid israeliano ha colpito l’ospedale Nasser causando la morte di almeno 20 persone, tra cui cinque giornalisti. Lo ha riferito il portavoce della protezione civile locale, Mahmud Bassal, secondo il quale altri sette reporter sarebbero rimasti feriti. L’attacco ha distrutto anche due veicoli di soccorso, tra i pochi ancora operativi nella zona.

Guerra a Gaza, Idf apre un inchiesta su quanto accaduto ad ospedale Nasser

L’esercito israeliano (Idf) ha confermato di aver condotto un’operazione nell’area della struttura sanitaria e ha annunciato l’apertura di un’indagine preliminare. “Il Capo di Stato Maggiore ha ordinato di fare chiarezza il prima possibile”, si legge in un comunicato diffuso su Telegram. L’Idf ha ribadito di non prendere di mira i giornalisti e di agire per limitare i danni ai civili, pur garantendo la sicurezza delle proprie truppe.

Durissima la reazione di Hamas, che ha definito l’attacco un “crimine di guerra aggravato” inserito in quella che ha descritto come una “guerra genocida” di Israele contro Gaza. In un comunicato rilanciato da Reuters, il movimento islamista ha chiesto alla comunità internazionale e ai Paesi arabi e islamici di fare pressione sugli Stati Uniti e sugli alleati di Tel Aviv per fermare quella che ha definito “una politica di sterminio sistematico”.

Condanne internazionali per la strategia dell’ospedale

La relatrice speciale Onu per i territori palestinesi, Francesca Albanese, ha chiesto sanzioni contro Israele dopo l’attacco. “Soccorritori uccisi in servizio. Scene come questa si verificano ogni momento a Gaza”, ha denunciato su X, invocando embargo sulle armi e misure punitive.

Dura anche la testimonianza del chirurgo britannico Nick Maynard, che nei mesi scorsi ha prestato servizio volontario a Gaza. Intervenendo a Sky News Uk, ha parlato di “barbarie all’estrema potenza” e di un “tipico doppio attacco israeliano”, il primo contro la struttura e il secondo quando i soccorritori e i giornalisti erano già sul posto. “Medici e infermieri – ha ricordato – sono costretti a lavorare tra le macerie per salvare vite umane”.

Sono arrivati fortissimi messaggi di condanna dalle testate internazionali che collaboravano con i giornalisti locali assassinati. Dal 7 ottobre 2023 sono 244 i giornalisti rimasti uccidi durante i raid israeliani.

Tajani: “Difendere la libertà di stampa”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, al termine dell’udienza con Papa Leone XIV in Vaticano, ha commentato le notizie provenienti dalla Striscia: “Crediamo che sia giusto garantire l’incolumità dei giornalisti ed è giusto che i giornalisti possano compiere il loro lavoro anche nella Striscia di Gaza”, ha dichiarato.

Tajani ha ricordato che l’Italia “ha già approvato e firmato un documento, insieme a tanti altri Paesi, sulla libertà di stampa” e ha ribadito che “la nostra posizione sulla libertà di stampa non cambia”, ribadendo con forza come quanti compiuti dal governo italiano siano atti concreti.

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