Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato ad attaccare l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky. Parlando ai giornalisti nello Studio Ovale, lo ha definito «il più grande venditore del mondo» e ha affermato che «ogni volta che lasciava la Casa Bianca si portava via milioni di dollari».
Trump ha inoltre ribadito che Washington «non spende più soldi per l’Ucraina».
Mentre a Washington arrivavano le dichiarazioni del presidente americano, a Kiev Zelensky incontrava l’inviato speciale Usa Keith Kellogg.
In un messaggio pubblicato su X, il capo di Stato ucraino ha ringraziato gli Stati Uniti per la disponibilità a partecipare alla costruzione di un’architettura di sicurezza per l’Ucraina, sottolineando che i team dei due Paesi stanno lavorando per definirne le basi chiave.
Delegazioni ucraine e statunitensi si riuniranno a fine settimana per discutere i possibili sviluppi dei colloqui con la Russia.
Trump, intanto, ha commentato la prospettiva di un incontro diretto tra Vladimir Putin e Zelensky, sostenendo che il presidente russo «non vuole incontrarlo perché non gli piace».
Ha aggiunto di avere parlato con Putin dopo il summit avuto alla Casa Bianca con Zelensky e i leader europei, dichiarando: «Ora mi chiamano il presidente dell’Europa».
Il presidente ucraino ha respinto come non credibili le dichiarazioni provenienti da Mosca, secondo cui la Russia sarebbe pronta a porre fine all’occupazione in cambio della cessione di Donetsk e Lugansk.
«Non considero concessioni il fatto che ci chiedano di ritirarci da territori che non controllano», ha osservato Zelensky.
La questione ucraina resta al centro dell’agenda diplomatica europea. In serata il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico con i suoi omologhi di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Finlandia e Ucraina per un aggiornamento sulla situazione.
Tajani ha rilanciato la proposta di estendere l’Articolo 5 e rafforzare le forze armate di Kiev.
A Berlino, il vicecancelliere e ministro delle Finanze Lars Klingbeil ha assicurato che la Germania parteciperà alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina in caso di accordo di pace.
Ha precisato però che occorre prepararsi all’eventualità di un conflitto ancora aperto, parlando della necessità di «garanzie di sicurezza affidabili» per una pace duratura.
Alla domanda su un possibile invio di truppe tedesche, non ha fornito risposte dirette.Anche la Svezia ha rinnovato il proprio sostegno: il governo ha approvato un nuovo accordo con l’Unione europea per contribuire con circa 67 milioni di euro al bilancio statale ucraino tramite lo Strumento per l’Ucraina.
In Polonia, invece, la politica interna complica il sostegno a Kiev. Il presidente Karol Nawrocki, esponente del Pis, ha posto il veto alla legge che estendeva fino a marzo gli aiuti ai rifugiati ucraini.
Nello stesso provvedimento era incluso anche un finanziamento da 43 milioni di euro per il sistema internet satellitare Starlink. Il governo ha quindi avvertito che non sarà più in grado di sostenere il servizio per l’Ucraina.



