Roma, è una vera e propria stangata quella che sta per piovere sulla testa degli automobilisti, il che vuol dire, praticamente, sulla testa dell’intera cittadinanza, visto che nella Capitale ci sono almeno una o due auto a famiglia. Sono infatti in arrivo 60 nuovi autovelox, fissi e mobili, che verranno piazzati nei punti “strategici” della città. Una valanga di multe si abbatterà presto sui romani a quattro ruote.
Per i cittadini della Capitale ci saranno tanti fastidi in più. E parliamo non solo dei soldi che usciranno dalle loro tasche (le sanzioni per eccesso di velocità sono piuttosto salate), ma anche della decurtazione di punti sulla patente. Per le casse comunali sarà invece una vera e propria manna di risorse “estorte” alla gente comune, a chi dovrà andare al lavoro la mattina, ai genitori che dovranno accompagnare i figli a scuola, a tutti coloro che hanno necessità di spostarsi per Roma con il mezzo privato.
Il piano predisposto dal sindaco e dall’assessorato alla Mobilità è a dir poco diabolico. Agli autovelox si affiancheranno infatti due altre, inquietanti misure: l’aumento delle telecamere ai semafori e l’introduzione del limite dei 30 chilometri l’ora (come a Bologna) in molte vie della città. L’aspetto perverso di quest’ultima misura è che non sarà uniforme, ma disseminata per la città. Ciò vuol dire che sarà facilissimo, per chiunque, violare questo divieto. Solo i residenti di un quartiere (e dopo aver subito diversi salassi) sapranno quali sono le vie a rischio di multa. Dei cartelli stradali spesso non ci si accorge, soprattutto se di nuova installazione. Saranno prevedibilmente molti gli automobilisti romani che, tra non molto tempo, guideranno con l’ansia di incappare nell’ennesimo divieto.
Sindaco e Giunta giustificano questo impopolare (e antipopolare) provvedimento con la necessità di tutelare la sicurezza stradale. «A Roma – dice l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patané – , nonostante una leggera riduzione del numero dei morti (55 nei primi 6 mesi contro i 64 dello stesso periodo del 2024) gli incidenti sono aumentati: abbiamo l’esigenza di ridurre in maniera drastica il numero di vittime sulle nostre strade, per questo stiamo lavorando a un programma che ne farà – in alcune zone una “città a 30 all’ora”. L’obiettivo è di arrivare a 1000 strade locali e alcune aree urbanisticamente omogenee, coperte da questo limite». Circolare in città, con 1000 strade “locali” a limite dei 30 all’ora, sarà come muoversi in un campo minato. Meritano, i cittadini romani, una simile vessazione? Diremmo proprio di no. Gli automobilisti della Capitale tenderanno pure a essere indisciplinati, ma, con queste misure in preparazione, si vedranno sottoposti all’arbitrio di una Grande Fratello malevolo e implacabile.
È del resto assai dubbio che simili provvedimenti serviranno a garantire effettivamente la “sicurezza” delle strade di Roma. Gli incidenti mortali accadono normalmente di notte e, nella maggior parte dei casi, risultano provocati da conducenti sotto effetto di alcol o droga. Telecamere o autovelox, in certi casi, non servono a nulla. Figuriamoci quanto può servire l’introduzione del limite di velocità a 30 chilometri l’ora.
La verità è che la Giunta Gualtieri punta a fare cassa sulla pelle dei cittadini. Multe e supermulte non sono altro, in definitiva, che una tassa occulta a danno delle famiglie. Invece di utilizzare in modo più razionale le risorse, gli amministratori di Roma scelgono la via più comoda di spremere i cittadini. È un vecchio metodo che funziona sempre, ma è anche lo specchio della miopia di chi amministra la più grande città d’Italia. Speriamo solo che i romani non si rassegnino.



