Ore di tensione e paura ancora da Gaza e l’intensificarsi degli attacchi israeliani su tutta la Striscia da ieri fa presagire il peggio. Sono almeno 50 i civili palestinesi rimasti uccisi stamane all’alba. Questo totale include almeno 19 persone colpite da colpi d’arma da fuoco mentre cercavano disperatamente di reperire aiuti alimentari necessari. Uno scenario di guerra rovente e inverosimile ai confini di ogni plausibile copione bellico, un inferno senza fine. Intanto mentre il bilancio è stato stilato da alcuni reporter di Al Jazeera che presidiano come combattenti quello che è rimasto dei martoriati territori, da Washington arriva la conferma di una riunione fiume ieri sera alla Casa Bianca, alla quale avrebbero partecipato anche l’ex primo ministro britannico, Tony Blair, e l’ex inviato di Trump per il Medio Oriente, Jared Kushner. Al centro della riunione l’intensificarsi delle consegne di aiuti alimentari, la crisi degli ostaggi, i piani postbellici e l’inevitabile esodo forzato della popolazione civile. Proprio su quest’ultima irremovibile ipotesi si alza forte il no del Vaticano con il Pontefice in persona che ha ribadito a più riprese la sua contrarietà e con lui l’ostinata resistenza dei patriarchi d’occidente a ogni piano di forza di Israele. Come se non bastasse arriva nella notte la notizia che Ahmed Ghaleb Al-Rahwi, primo ministro del governo Houthi che controlla parte dello Yemen, è stato ucciso in un attacco sferrato da Israele su Sana’a. Al-Rahwi sarebbe morto nel bombardamento di un’abitazione dove si trovava insieme ad altri alti funzionari della milizia sciita, alcuni dei quali sarebbero morti con lui. Le forze armate israeliane ieri pomeriggio si sono limitate a riferire di aver colpito un obiettivo del regime terrorista Houthi a Sana’a senza fornire ulteriori dettagli. Intanto a Gaza le organizzazioni umanitarie sono profondamente preoccupate per il rischio di una prossima offensiva israeliana in altre zone di Gaza City. A dirlo a chiare lettere il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, nell’incontro quotidiano con i media internazionali. Nell’intervento il portavoce ha detto ai media che alcuni quartieri hanno giа’ subito attacchi mortali negli ultimi giorni e l’impatto a detta degli operatori umanitari di un’offensiva su vasta scala sarebbe più che catastrofico, non solo per chi vive in cittа’ ma per tutta la Striscia. E nelle ultime ore arriva anche la decisione del governo inglese che ha escluso i rappresentanti delle forze armate israeliane dalla Defence and Security Equipment International, la pìu importante fiera degli armamenti in programma a Londra dal 9 al 12 settembre. Una decisione definita vergognosa dal governo di Tel Aviv. Piccoli passi per isolare Israele? Staremo a vedere.


