Xi Jinping ha accolto a braccia aperte il leader russo Vladimir Putin in occasione dell’incontro a Pechino, definendolo un “vecchio amico”.
Il presidente cinese ha poi ammonito: “Le relazioni tra Cina e Russia hanno resistito alla prova delle mutevoli circostanze internazionali”. Secondo il leader cinese ciò rappresenterebbe “un buon esempio di amicizia tra vicini, di coordinamento strategico globale e di cooperazione reciprocamente vantaggiosa”. Il leader del Cremlino ha ringraziato il suo “caro amico” Xi Jinping per la “calda accoglienza” in Cina, evidenziando come che i legami bilaterali abbiano raggiunto “livelli senza precedenti. Siamo sempre stati insieme in passato e lo saremo anche in futuro”.
Ad essere presente a Pechino era anche Kim-Jong-un, che ha espresso parole di sostegno verso il leader russo: “Se c’è qualcosa che possiamo fare per aiutare la Russia, lo faremo sicuramente e lo considereremo un nostro dovere fraterno. Faremo tutto il possibile per aiutare la Russia. Le relazioni si sono sviluppate sotto tutti gli aspetti dalla conclusione del trattato interstatale”, ha aggiunto. Inoltre, verso la fine del vertice di due ore e mezza con Kim, Putin lo ha invitato a fargli visita in Russia, appello che il leader nordcoreano ha accettato volentieri.
A fronte di ciò, Zelensky ha sottolineato di starsi adoperando per “preparare un rinforzo tangibile” a favore dell’Ucraina viste le celebrazioni avvenute a Pechino che hanno riunito Putin, Xi Jinping e Kim Jong-un.
Il leader russo ha rivolto parole di apprezzamento anche verso il presidente congolese Denis Sassou Nguesso. Nel corso dell’incontro tra i due, Putin ha definito la cooperazione con la Repubblica del Congo “una delle priorità delle nostre attività di politica estera in Africa” aggiungendo che il Paese “è un nostro amico e partner affidabile e collaudato”.
Parallelamente, nella giornata di oggi, i leader nordici e baltici intratterranno un colloquio in Danimarca con il presidente ucraino per discutere circa un ulteriore sostegno volto a rafforzare la capacità Ucraina di respingere l’invasione russa. “I capi di Stato e di governo discuteranno di come i paesi nordici e baltici possano garantire ulteriore supporto all’Ucraina in prima linea e in sede negoziale”, si legge in una nota rilasciata dall’ufficio del Primo Ministro danese Mette Frederiksen.
É previsto per stasera invece l’arrivo di Zelensky a Parigi per incontrare il presidente Macron: “Questa sera in formato bilaterale in Francia coordineremo i nostri sforzi. Stiamo preparando – ha spiegato il leader di Kiev – un formato della Coalizione dei Volenterosi e nuovi passi nelle relazioni con l’Ue e gli Stati Uniti. Per ogni attacco russo è necessaria una risposta reale”.
In materia di garanzie di sicurezza per l’Ucraina, “gli europei, insieme ad altri, stanno in questo momento finalizzando, a livello di capi della Difesa, ministri della Difesa e leader politici. Domani ci sarà un incontro importante: ci si aspetta che domani, o subito dopo, ci sia chiarezza su cosa possiamo offrire collettivamente”. Lo ha detto Mark Rutte, segretario generale della Nato, in riferimento all’incontro programmato giovedì a Parigi della Coalizione dei Volenterosi.
Questo dovrebbe rendere chiaro l’impegno degli europei nel quadro delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, in attesa del contributo americano: “Mi aspetto di avere domani, o poco dopo, un’idea chiara di ciò che possiamo realizzare collettivamente. Ciò significa che possiamo impegnarci ancora più profondamente, insieme agli americani, per vedere cosa desiderano apportare in merito alla loro partecipazione alle garanzie di sicurezza, e come ciò si concretizzerà, così da avere un quadro definito”, ha aggiunto Mark Rutte.
Intanto, Ionut Mosteanu, ministro romeno della Difesa, si é espresso in proposito alla cooperazione con gli alleati: “Lavoriamo insieme ai nostri partner, abbiamo addestramenti comuni, missioni comuni, ecco come funziona. Abbiamo aerei dislocati sul fianco est in Polonia e così continuerà a essere. Questo è uno degli scenari di preparazione alla pace e di offerta di queste garanzie di sicurezza”.
Tuttavia, per quanto concerne la posizione della Romania rispetto al coinvolgimento in diversi scenari, Mosteanu ha detto: “La nostra posizione in Romania è che non invieremo truppe in Ucraina. Abbiamo mostrato la nostra disponibilità a continuare a funzionare
come hub logistico per qualsiasi tipo di aiuto diretto agli ucraini”.
In seguito all’incontro in Polonia con la viceministra per le Industrie strategiche dell’Ucraina, Anna Gvozdiar, il sottosegretario di Stato alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago, ha scritto su X: “È stato ribadito il pieno sostegno dell’Italia all’Ucraina e si è accennato delle potenziali prospettive di cooperazione nel settore industriale della Difesa”.
Nel frattempo, il ministero della Difesa russo ha dichiarato che é attualmente in corso “un’operazione per liberare la città di Kupyansk e le aree adiacenti” guidata da “un’unità del gruppo di forze Zapad”. I filmati resi noti da Mosca confermano l’occupazione delle truppe russe di circa la circa metà di Kupyansk: “Il video mostra militari russi nel centro città, così come nelle aree dei più importanti edifici amministrativi e industriali, tra cui l’edificio dell’amministrazione comunale, l’area dello stadio Spartak a Kupyansk, la sottostazione elettrica cittadina e vicino alla torre televisiva”, ha spiegato il ministero.
In questo clima già parecchio teso, volano scintille tra il leader russo e ucraino.
Zelensky ha accusato il presidente russo di sfoggiare “la sua impunità” con gli ultimi attacchi contro infrastrutture civili in Ucraina. “Questo richiede senza dubbio una risposta dal mondo. È solo a causa della mancanza di pressione sufficiente, principalmente sull’economia di guerra russa, che questa aggressione continua”, ha inveito il leader di Kiev.
Dall’altro lato, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato il leader ucraino di essere “inaffidabile e inadeguato” in quanto gravemente dipendente da alcuni farmaci: “Non è più un segreto per nessuno che Zelensky sia gravemente dipendente da alcuni farmaci. Ormai tutti lo sanno. Questo è evidente dai filmati, dalle fotografie e, in generale, dagli evidenti segni fisiologici. La posizione di Zelensky dipende
dalla dose. Ecco perché, secondo la portavoce del ministero degli Esteri russo, “Non dovremmo prestare attenzione alle dichiarazioni dell’Ucraina e farci guidare da esse”, piuttosto “andare per la nostra strada”.
“Questa è l’agonia del regime, aggravata dalle forniture di armi. E qualsiasi persona sana di mente – ha proseguito Zakharova – capisce che più armi vengono fornite all’Ucraina, più terribile sarà questa agonia. In questa situazione di grande angoscia, è ovvio che sia le dichiarazioni che le osservazioni, altrettanto inadeguate e sporadiche, siano dettate principalmente dal desiderio di preservare il proprio potere personale” ha concluso.



