Medio Oriente, Crosetto: “A Gaza Netanyahu ha responsabilità di fermare la guerra. Pronti a rafforzare presenza Italia in Libano senza l’Onu” | Video

lunedì, 8 Settembre 2025
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A margine della commemorazione al Parco dell’8 settembre a Roma, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato della situazione in Medio Oriente, con un riferimento diretto sia al conflitto a Gaza sia al futuro della missione Unifil in Libano.

Medio Oriente, la video intervista a Crosetto

Rispondendo a una domanda sulla Global Sumud Flotilla e sulla guerra in corso in Medio Oriente, Crosetto ha spiegato: “Quello che conta è che la guerra a Gaza finisca, che arrivino gli aiuti e le medicine e che, per quanto possibile in una città semidistrutta, riprenda una vita normale. La decisione di fermare il conflitto è nelle mani di Netanyahu, come in Ucraina lo è in quelle di Putin”.

Il ministro ha riconosciuto che le sue parole non suscitano simpatie, ma ha insistito: “La guerra a Gaza alimenta soltanto disperazione. Penso al futuro di Israele, quando l’odio crescerà in una popolazione dove molti non facevano parte di Hamas e anzi lo odiavano, considerandolo terrorista come lo consideriamo noi. Continuare a colpire senza riflettere è come brandire la spada che taglia le teste dell’idra: si rischia che ne rinascano tre al posto di una”.

Spostando lo sguardo al Libano, Crosetto ha confermato la volontà dell’Italia di proseguire la missione Unifil: “Noi continuiamo la nostra missione perché siamo convinti che serva. L’interposizione multinazionale è l’unica soluzione nelle aree di crisi come quella e lo sarà anche a Gaza e in Ucraina”.

Il ministro ha quindi rilanciato il ruolo delle Nazioni Unite: “L’Onu non va più di moda, ma un ritorno al multilateralismo è l’unica salvezza se vogliamo smettere di parlare di guerra e iniziare a parlare di ricostruzione”. E ha concluso con un avvertimento: “Se l’Onu decidesse di ritirarsi, proporrò al Parlamento e al Governo la possibilità di un ampliamento della missione bilaterale italiana. Non si abbandona un popolo solo perché altri si ritirano. L’Italia deve sapersi assumere responsabilità anche singole. Spero però che non sia necessario”.

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