La violazione dello spazio aereo polacco da parte della Russia, che ha portato all’attivazione dell’articolo 4 della NATO e alla convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ha scosso l’Europa e acceso il dibattito politico in Italia. Tra richiami alla cautela diplomatica e richieste di maggiore difesa dei confini, le voci dei politiche raccolte da Lo Speciale.
Plonia, Salvini su reazione Nato alla Russia: “Prima UE difenda i confini a Sud, non solo a Est”
Il vicepremier Matteo Salvini mette subito in dubbio la linea europea: “L’Europa difenderà il suo territorio e ha assicurato altre sanzioni, anche contro Israele. Ma a me piacerebbe che l’Europa aiutasse l’Italia a difendere anche i suoi confini, perché non c’è solo la minaccia a Est ma anche quella a Sud”, ha detto il leader della Lega.
Salvini ha chiesto a Bruxelles “nervi saldi”: “Prima di parlare di guerre e invio di soldati bisogna contare fino a 100, non fino a 10. Il mio problema domani non è l’invasione dei carri armati russi o israeliani, ma gli sbarchi dei clandestini che poi arrivano a Napoli e ne combinano di tutti i colori”. Un avvertimento, il suo, che non esclude il sostegno a Kiev: “Stiamo sostenendo la difesa dell’Ucraina da anni, ma non vogliamo entrare in guerra contro la Russia. Questo è poco ma è certo”.
Accanto a Salvini, altri esponenti della maggioranza hanno scelto sfumature diverse. Maurizio Gasparri (Forza Italia) ha ricordato la posizione del ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Siamo amici di Israele, difendiamo il suo diritto di esistere, ma chiediamo che cessino gli attacchi a Gaza perché la reazione appare sproporzionata. L’azione dei coloni ha spesso causato problemi, e spetterà alle istituzioni internazionali valutare eventuali sanzioni mirate”.
Più critico verso Bruxelles Massimiliano Romeo (Lega), che ha accusato l’UE di non avere una vera strategia: “Si parla solo di guerra, armi e difesa, mentre la diplomazia è quasi sconosciuta. Servono prudenza e dialogo, perché proclami troppo accesi rischiano di dividere l’Occidente, chi parla di guerra non l’ ha mai fatta”.
Netta anche la posizione del viceministro Edoardo Rixi: “La violazione dello spazio aereo polacco è gravissima. Fa bene il premier ad alzare i toni. È stato attivato l’articolo 4, mi auguro che non si arrivi al 5. Io sono pacifista, però il suolo europeo è sacro e non va violato”.
Le opposizioni: “Risposta ferma, ma evitare escalation”
Dal fronte dem arrivano appelli alla fermezza senza però alimentare ulteriori tensioni. Per Ubaldo Pagano “Se la NATO non darà una risposta ferma e solidale, Putin potrebbe leggere questa provocazione come un successo, sentendosi impunito. Dobbiamo evitarlo, ma senza sfociare in un’escalation. Per ora l’articolo 4 è sufficiente, non è il caso di andare oltre”.
Sulla stessa linea Paolo Ciani, che ha ricordato i precedenti: “Non è la prima volta, ricordiamo il missile caduto in Polonia in passato. Con i droni però è avvenuta una novità importante. Bisogna capire cosa sia realmente accaduto, ma lo spazio aereo europeo e NATO va presidiato con estrema attenzione”.
