Polonia, avviata l’operazione Sentinella dell’Est: “Inviolabili i confini Nato”

sabato, 13 Settembre 2025
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In Polonia è partita ufficialmente l’operazione “Sentinella dell’Est”, iniziativa militare della Nato finalizzata a rafforzare la sicurezza lungo i confini orientali dell’Alleanza.

Secondo quanto comunicato dal comando operativo dell’esercito polacco, i sistemi di difesa aerea e di ricognizione terrestri sono stati posti in stato di massima allerta. Su X le autorità militari hanno specificato che si tratta di “azioni di natura preventiva”, intraprese a causa della minaccia di possibili attacchi con droni provenienti dalle aree ucraine confinanti con la Polonia.

Nel corso del pomeriggio aerei polacchi e alleati hanno effettuato operazioni nello spazio aereo nazionale, considerate necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini e la protezione del territorio. Contestualmente, l’aeroporto della città di Lublino, nell’est del Paese, è stato chiuso al traffico civile “a causa di attività di aviazione militare”, come dichiarato dall’Agenzia polacca per i servizi di navigazione aerea. Un portavoce dell’aeroporto ha reso noto che la chiusura dello spazio aereo sarebbe rimasta in vigore almeno fino alle 18.

Il primo ministro Donald Tusk ha confermato l’avvio di “operazioni aeree preventive”, ribadendo la necessità di rispondere alla minaccia rappresentata dai droni russi nelle zone limitrofe dell’Ucraina.

Sul piano internazionale, la Russia ha respinto le accuse di sconfinamento, dichiarando alle Nazioni Unite che sarebbe “fisicamente impossibile” che i propri droni abbiano violato lo spazio aereo polacco.

Intanto la Francia ha già messo a disposizione velivoli da combattimento, mentre l’Italia sta valutando diverse opzioni di partecipazione alla missione.

Anche il contesto geopolitico più ampio ha fatto registrare nuove prese di posizione. L’ex presidente statunitense Donald Trump ha ribadito che ulteriori sanzioni contro Mosca saranno prese in considerazione solo se i Paesi europei interromperanno gli acquisti di petrolio russo, proponendo inoltre dazi dal 50% al 100% nei confronti della Cina.

Sul tema è intervenuto anche il vicepremier italiano Antonio Tajani, secondo il quale “dopo le parole bisogna vedere i fatti”. Tajani ha ricordato che l’Italia non importa più gas dalla Russia e ha evidenziato la necessità di valutare con attenzione eventuali dazi secondari verso i Paesi che continuano ad acquistare greggio russo.

In merito alla possibile violazione dello spazio aereo polacco, Tajani ha affermato che l’episodio potrebbe essere stato un test di reazione europea, paragonandolo alle manovre aeree compiute dai velivoli del Patto di Varsavia durante la Guerra Fredda. “Il messaggio è stato chiaro – ha concluso –: la Nato non si tocca, l’Europa non si tocca”.

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