Amerigo Vespucci chiude un tour mondiale da 3 miliardi. Crosetto: “Dal passato costruiamo il futuro” | Video

lunedì, 15 Settembre 2025
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Un ritorno economico di 3,04 miliardi di euro, un ROI che ha moltiplicato per oltre 62 volte l’investimento iniziale e più di un milione e duecentomila visitatori complessivi. Sono i numeri imponenti del Tour Mondiale della Nave Amerigo Vespucci, presentati nella conferenza conclusiva ospitata in una cornice simbolica: il Parco archeologico del Colosseo, cuore della storia millenaria italiana.

Secondo le analisi di Interbrand e del Centro Studi di Confindustria con l’Università La Sapienza, l’iniziativa ha rappresentato non solo un evento culturale e simbolico, ma anche un motore economico e di proiezione internazionale per il Paese. I dati parlano chiaro: il tour ha generato 479 milioni di euro in termini di export, creato 11.155 nuovi posti di lavoro e prodotto un valore mediatico stimato in 254 milioni di euro.
Sul piano della partecipazione popolare, sono stati 1.269.533 i visitatori complessivi tra nave e villaggi. Nella fase mondiale, gli otto Villaggi Italia hanno accolto 419.855 persone, mentre in Italia i nove Villaggi IN Italia hanno coinvolto 446.101 visitatori. La sola nave, nelle tappe prive di villaggio, ha registrato 403.577 presenze.

L’impatto digitale ha superato ogni previsione: i sei canali social del Tour hanno raggiunto 2.514.346 follower totali e i contenuti hanno ottenuto 1,31 miliardi di visualizzazioni. Sul fronte mediatico, si contano 37.533 pubblicazioni a livello nazionale e internazionale, con un sentiment positivo nell’88,1% dei casi.

Amerigo Vespucci, le parole di Crosetto: “Dal passato costruiamo il futuro”

 

“L’idea era quella di sfruttare un viaggio addestrativo militare per portare l’Italia nel mondo: quello del Vespucci è un esempio di come possiamo utilizzare parte del nostro passato e del nostro presente per costruire il futuro”. Con queste parole il ministro della Difesa Guido Crosetto ha tracciato il bilancio del Tour Mondiale, ricordando come all’inizio il progetto fosse accolto con scetticismo.

“All’inizio sembrava una pazzia – ha ammesso – abbiamo ricevuto solo dei no, legati al timore di sprecare dei soldi. Ma una volta superati questi ostacoli, abbiamo imboccato la via che ci ha permesso di raggiungere questi straordinari risultati. Siamo felici del lavoro di squadra fatto, non può finire qua: è un’esperienza che va alimentata anche negli anni a venire”. Il ministro ha ricordato alcuni numeri chiave del viaggio: cinque continenti, 33 Paesi, 53 porti toccati, 49.500 miglia nautiche percorse, 1.150 lavoratori e 310 aziende coinvolte, di cui due terzi italiane.  Poi l’annuncio a sorpresa: “Il prossimo anno per i 250 anni della marina militare americana saremo New York con la Vespucci e con un vero e  proprio padiglione Italia”.

 

Credendino: “Un’impresa epica, ora dobbiamo perseverare”

“Non doveva essere soltanto un evento formativo o dimostrativo, ma qualcosa di straordinario: l’Italia che porta nel mondo la sua cultura, i valori e le tradizioni”. Con queste parole l’ammiraglio Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ha sottolineato l’importanza strategica e simbolica dell’impresa.

Credendino ha ricordato i momenti più intensi del viaggio: “Il passaggio a Capo Horn è stato epico, uno dei più emozionanti. I più difficili? La traversata del Pacifico, quasi trenta giorni di solitudine, e il rientro attraverso il Mar Rosso, indispensabile per evitare quattro-cinque mesi in più di navigazione attorno all’Africa”.

Guardando al futuro, ha ribadito: “Il motto del Vespucci è non chi comincia ma quel che persevera: noi abbiamo cominciato ma dobbiamo perseverare. La tappa dell’anno prossimo nel Nord America sarà la naturale prosecuzione di quanto avviato in questi due anni”.

Mantovano: “Il Vespucci ha rafforzato l’immagine dell’Italia nel mondo”

“La missione del Vespucci ha rafforzato il profilo, l’immagine e il prestigio dell’Italia nel mondo, suscitando simpatia e stima in ogni continente”, ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
Secondo Mantovano, dall’esperienza del veliero emergono tre grandi insegnamenti: “Il primo riguarda la capacità del Paese di proiettare all’estero il proprio valore, spesso sottovalutato dagli stessi italiani. Il secondo è la forza dello spirito di squadra: sul Vespucci non c’è un solo gesto che non sia frutto del lavoro collettivo. Infine, la tradizione: per un veliero che ha un secolo di vita, la tradizione non è antichità, ma ciò che rende vivi i morti. Il Vespucci è interprete autorevole di questo legame tra sfide del presente e radici nazionali”.

Locatelli: “Inclusione e identità, un messaggio per il mondo”

A rimarcare l’aspetto sociale ed inclusivo dell’impresa è stata la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli: “Una delle eccellenze più grandi del nostro Paese, oltre al Made in Italy, è sicuramente l’inclusione, l’accoglienza, lo stare con le persone, umanamente e col cuore. E volevamo dimostrarlo”.

La ministra ha ricordato la partecipazione di 120 associazioni nelle 15 tappe italiane, con oltre 6.000 persone salite a bordo. Tra le iniziative più significative, la giornata sportiva organizzata con cento ragazzi e cinque associazioni, e l’esperienza di cucina e talenti vissuta con i cadetti a Livorno. “Abbiamo voluto offrire opportunità e mettere in risalto il valore di ogni persona. Il Vespucci porta nel mondo e nel nostro Paese un messaggio straordinario di identità e appartenenza”.

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